I piccioni possono distinguere tra i quadri di Monet e quelli di Picasso, la scoperta della scienza

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I piccioni possono distinguere tra i quadri di Monet e quelli di Picasso, la scoperta della scienza

| 23/05/2020
I piccioni possono distinguere tra i quadri di Monet e quelli di Picasso, la scoperta della scienza

Piccioni dallo spiccato senso artistico

  • I ricercatori di un ateneo giapponese si sono messi in testa di associare la pittura ai piccioni, diventati veri e propri “critici”
  • La ricerca nipponica è stata “incoronata” come una delle più assurde e singolari di sempre, ma è stata fatta con serietà
  • I volatili sono stati divisi in due gruppi distinti e a ognuno di loro si è scelto di dare dei semi come ricompensa

Capra! Capra! Capra! Anzi sarebbe meglio dire: Piccione! Piccione! Piccione! L’esclamazione ovina ha reso ancor più celebre Vittorio Sgarbi, ma può essere benissimo cambiata visto che tra i suoi “colleghi” ci sono proprio…dei piccioni! I ricercatori della Keio University, in Giappone, hanno condotto un esperimento particolare. Si sono messi in testa di far riconoscere ai pennuti che affollano le piazze di tutto il mondo dei quadri famosi.

Nonostante i volatili in questione siano spesso additati per la loro stupidità, sono in grado di distinguere tra un Monet e un Picasso senza esitazione. La ricerca sui piccioni degli scienziati nipponici ha ricevuto un premio come uno degli studi più assurdi e insensati di sempre, ma deve esserci un motivo se si è approfondita la materia.

Piccioni e arte

Fonte: Reddit

Volti, quadri e ricompense

L’obiettivo dichiarato fin dal primo momento è stato quello di capire la visione del mondo da parte della specie che è abituata a divorare qualsiasi briciola e a lasciare pessimi ricordini sulle carrozzerie delle macchine parcheggiate. I piccioni dell’esperimento sono stati divisi in due gruppi. Il primo ha ricevuto dei semi di canapa in concomitanza con l’apparizione del volto di Monet.

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Invece non ricevevano nulla nel caso della messa in mostra di un’opera di Picasso. Il secondo gruppo ha vissuto l’esperienza opposta. Subito dopo questa fase, si è deciso di sistemare un pulsante che i piccioni hanno premuto col becco ogni volta che avevano bisogno dei semi, dimostrando di essere riusciti a memorizzare i due pittori e i loro quadri. Lo studio può far anche sorridere, però ha gettato una luce nuova su una specie più che bistrattata.

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