Scienziati confermano: la pigrizia è segno di intelligenza e innovazione

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Scienziati confermano: la pigrizia è segno di intelligenza e innovazione

| 09/09/2020
Fonte: Pikist

Chi lo avrebbe mai detto?

  • Sembra che la pigrizia possa essere “sintomo” di intelligenza
  • Una recente ricerca scientifica ha scoperto che le persone meno attive fisicamente tendono ad essere più intelligenti di quelle attive
  • I ricercatori hanno definito la pigrizia come un bisogno di conoscenza” 
  • “Ciò che noi percepiamo come pigrizia può consistere nell’utilizzo di energia per pensare e innovare”, ha spiegato il professor Todd McElroy
  • Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Health Psychology,

 

Nel 1947, il dirigente americano dell’industria automobilistica Clarence Bleicher diede al Congresso un ottimo consiglio sulla pigrizia: “Quando ho un lavoro difficile in fabbrica e non riesco a trovare un modo facile per farlo, chiedo consiglio a un uomo pigro. Troverà sicuramente un modo facile per farlo in 10 giorni e adotterò quel metodo”. A quanto pare aveva ragione. La pigrizia potrebbe essere la madre dell’intelligenza.

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Health Psychology, le persone meno attive fisicamente tendono ad essere più intelligenti di quelle attive. I ricercatori hanno persino sviluppato una descrizione fantasiosa della pigrizia, definendola come bisogno di conoscenza. Le persone che hanno questa caratteristica bramano modi strutturati e ragionati di guardare il mondo, e spesso svolgono attività che forniscono un’intensa stimolazione mentale, come il brainstorming o il dibattito.

Pigrizia = Intelligenza

Per lo studio, i ricercatori hanno utilizzato un questionario per valutare il “bisogno di conoscenza”. I 60 soggetti sono stati divisi in due gruppi – “pensatori” e “non pensatori” – in base alle loro risposte all’indagine. Tutti i partecipanti hanno poi indossato dei tracciatori di attività per un periodo di sette giorni, fornendo ai ricercatori una visione delle loro abitudini. I dati hanno mostrato che coloro che avevano un quoziente intellettivo elevato si annoiavano meno facilmente, il che li portava ad essere meno attivi e a dedicare più tempo al pensiero. Il gruppo altamente attivo, invece, si annoiava facilmente quando doveva rimanere fermo a riflettere, e preferiva stimolare la mente con compiti attivi, come lo sport e altre attività fisiche.

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“Quello che i dati ci mostrano è che gli esseri umani possono possedere un tipo di modello di compensazione”, ha spiegato il professor Todd McElroy, del Greensboro College negli Stati Uniti .“Persone diverse possono avere livelli di energia relativamente simili, ma in realtà riescono a consumarla in modi fondamentalmente diversi. Alcune persone possono spendere più energia per l’attività fisica, altre per attività intellettuali. In altre parole, ciò che noi percepiamo come pigrizia può consistere nell’utilizzo di energia per pensare e innovare. Non dimenticate che il cervello rappresenta solo il due per cento circa dell’intero peso corporeo, eppure utilizza il 20-30% dell’energia totale del corpo”.

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