Una petizione online sta chiedendo la chiusura di Pornhub

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Una petizione online sta chiedendo la chiusura di Pornhub

| 25/03/2020
Una petizione online sta chiedendo la chiusura di Pornhub

Una petizione online sta chiedendo a gran voce la chiusura di Pornhub.

  • Su change.org è spuntata una petizione che chiede con fermezza la chiusura del celebre sito d’intrattenimento per adulti
  • Guidata dall’associazione Exodus Cry, la petizione si scaglia contro controlli inaccurati e contenuti illegali presenti nella piattaforma
  • Pornhub si difende, ma la petizione ha già superato il mezzo milione di firme

 

Il celebre sito d’intrattenimento per adulti è finito nell’occhio del ciclone dopo il lancio di una petizione online da parte dell’associazione Exodus Cry, un ente americano che si batte contro la tratta di esseri umani. L’accusa lanciata nei confronti di Pornhub è quella di facilitare il traffico di esseri umani e la diffusione di video altamente inappropriati grazie ad un controllo dei contenuti piuttosto blando. A peggiorare la situazione vi sono diverse testimonianze di ragazze finite a loro insaputa all’interno del materiale caricato in rete.

Il sito web per adulti più famoso del mondo, con oltre 1.200 ricerche al secondo, si vede scaricare sulle spalle un’accusa di negligenza davvero molto grave. “Pornhub sta generando milioni di entrate pubblicitarie e associative con 42 miliardi di visite e 6 milioni di video caricati ogni anno”, scrivono nel testo della petizione online rintracciabile su Change.org. “Eppure non ha un sistema affidabile per verificare l’età o il consenso delle persone presenti nei contenuti pornografici che ospita e da cui trae profitto”.

“Tutto ciò che è necessario per caricare pornografia su Pornhub è un indirizzo e-mail”.

Il testo della petizione prosegue, prendendo ad esempio diverse giovani minorenni finite tra le trame di una torbida maglia fatta di violenza, revenge porn e consenso negato. “Donne e bambini in tutto il mondo vengono sfruttati e confezionati come ‘pornostar’ a scopo di lucro senza il loro consenso. Questo potrebbe accadere a chiunque di noi”. Ma la creatrice della petizione, nonché fondatrice di Exodus Cry, Laila Mickelwait, non si scaglia solamente contro i controlli lacunosi. A quanto pare, anche rimuovere il materiale inappropriato sembrerebbe pressoché impossibile.

Ma l’azienda proprietaria di Pornhub, la Mindgeek, ha sonoramente negato le accuse mosse dall’ente. Ha infatti affermato di possedere procedure rigide di rimozione dei contenuti inappropriati od illegali. Sarebbe presente, inoltre, un “solido sistema per la segnalazione, la revisione e la rimozione di tutto il materiale illegale, gli strumenti di verifica dell’età e l’impiego di un ampio team di moderatori umani dedicato alla revisione manuale di tutti i caricamenti sul sito”. Ad affermarlo all’Independent è un portavoce dello stesso sito per adulti. Ma la petizione ormai ha superato il mezzo milione di firme. Come andrà a finire?

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