La prima casa sulla Luna parla italiano: da Torino il progetto che ospiterà gli astronauti del futuro

Nel capoluogo piemontese nasce il modulo abitativo destinato a diventare la futura casa degli esploratori lunari

 

Se per decenni la Luna è stata soprattutto una destinazione da raggiungere, oggi l’obiettivo è molto più ambizioso: abitarla. E una parte fondamentale di questo progetto internazionale prenderà forma in Italia, precisamente a Torino, dove verrà sviluppato il Multi-Purpose Habitat (MPH), il primo modulo abitativo pensato per garantire una presenza umana prolungata sulla superficie lunare.

Il progetto porta la firma di Thales Alenia Space, joint venture tra Leonardo e Thales, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana. Si tratta di uno degli elementi chiave del programma Artemis, l’iniziativa internazionale che punta a riportare gli astronauti sulla Luna e a creare le condizioni per future missioni verso Marte. Non sarà soltanto una base operativa, ma una vera infrastruttura destinata a rendere sostenibile la permanenza dell’uomo sul nostro satellite naturale.

Una casa spaziale progettata per sopravvivere all’impossibile

La futura abitazione lunare dovrà affrontare condizioni che sulla Terra sembrerebbero proibitive. Il modulo sarà lungo circa sette metri e alto due metri e mezzo, ma soprattutto dovrà resistere a sbalzi termici impressionanti, con temperature che potranno oscillare tra -250 e +130 gradi.

Prima ancora di entrare all’interno della struttura, gli astronauti dovranno attraversare procedure di decontaminazione per eliminare polvere lunare e possibili effetti delle radiazioni. Il modulo è stato progettato per accogliere due astronauti durante missioni che potranno durare da sette fino a trenta giorni. Inoltre dovrà garantire una vita operativa minima di dieci anni, permettendo alle agenzie coinvolte negli accordi Artemis di utilizzarlo nel corso del tempo.

Come sarà vivere sulla Luna

Dimentichiamo per un momento l’immagine della stazione spaziale sospesa nel vuoto. Sulla Luna esiste una gravità, seppur ridotta, e questo cambierà completamente il modo di vivere degli astronauti. All’interno del modulo saranno presenti tavoli, sedie, aree di lavoro, zone dedicate al riposo e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia.

L’ambiente principale sarà organizzato come un lungo corridoio multifunzionale. Gli stessi spazi verranno utilizzati per svolgere attività scientifiche, manutenzioni e momenti di riposo. Non sono previste vere camere da letto separate: gli astronauti utilizzeranno materassini e aree adattabili alle diverse esigenze della missione. Una sezione specifica sarà invece dedicata agli strumenti scientifici e agli esperimenti da svolgere sulla superficie lunare.

Dalla Luna a Marte, il futuro passa dall’Italia

Anche gli aspetti più pratici della vita quotidiana sono già oggetto di studio. Il modulo comprenderà infatti un bagno completo, con sistemi che richiameranno quelli terrestri pur sfruttando le tecnologie sviluppate negli anni per le missioni spaziali. La gestione dei rifiuti rappresenterà uno degli elementi più delicati dell’intero progetto.

Leggi anche: Scoperto un tunnel lavico sulla Luna: potrebbe cambiare l’esplorazione lunare

L’iniziativa si inserisce in una strategia molto più ampia che vede l’Italia tra i protagonisti del ritorno sulla Luna. A Torino nascerà anche il lander europeo Argonaut, mentre aziende italiane stanno sviluppando sistemi di comunicazione, robotica e infrastrutture spaziali. Secondo le stime, l’economia legata all’esplorazione lunare potrebbe raggiungere un valore di 142 miliardi di euro entro il 2040. E se il prossimo passo dell’umanità sarà costruire un villaggio sulla Luna, una parte importante di quel sogno avrà un indirizzo ben preciso: Torino.

Share