Pubblicità sessiste e razziste una volta considerate normali

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Pubblicità sessiste e razziste una volta considerate normali

| 21/05/2019
Pubblicità sessiste e razziste una volta considerate normali

Quanto erano belli i vecchi tempi?

Se siete provvisti di un profilo social, sicuramente vi sarà capitato di imbattervi in una di quelle immagini vintage corredate di una frasetta nostalgica. Qualcosa come “com’era bello giocare a campana invece di star sempre con il naso sui social”, pubblicato su un social. Coerente.

Ad ogni modo, il “prima si stava meglio” è qualcosa da prendere davvero con le pinze. Perché insomma, prima quando? Quando i treni arrivavano in orario? Quando si giocava a pallone per strada oppure quando imperversava un tipo di comunicazione piuttosto sessista? E non quel sessismo che punta a far sorridere ma che di divertente non ha proprio nulla.

Se cercate su internet “pubblicità sessista” vi usciranno purtroppo esempi molto recenti. Tra “Fidati, te la do gratis” alludendo ad una montatura di occhiali, “A San Valentino mettila a 90 gradi. Se la ami davvero fare il bucato sarà semplicissimo”, fino al passo falso di Pandora, poi prontamente ritrattato. Perché? Perché siamo nel 2019 e, almeno in teoria, il sessismo non è più considerato una cosa normale.

pubblicità sessiste

Fonte: Il Mattino

Se anche oggi purtroppo il sesso vende, c’è da dire comunque che donne e minoranze etniche siano presenti in maniera più preponderante ed in modo decisamente più inclusivo. Se pensate che sia sempre stato così, magari solamente con qualche scivolone qua e là, forse non avete ancora visto pubblicità come quelle che andiamo ora a mostrarvi. Tra donne in cucina e bimbi di colore che lavati col sapone diventano bianchi, preparatevi davvero a vederne delle belle.

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