Fonte: Pexels
Il classico ronzio vicino all’orecchio mentre si tenta disperatamente di dormire potrebbe avere origini molto più antiche di quanto immaginiamo. Secondo una ricerca pubblicata su Scientific Reports, alcune specie di zanzare avrebbero sviluppato una preferenza per il sangue umano oltre un milione di anni fa. In pratica, mentre i nostri antenati iniziavano a spostarsi fuori dall’Africa, certi insetti avevano già deciso che gli esseri umani erano una fonte di nutrimento interessante. Una collaborazione non richiesta che continua ancora oggi.
Per ricostruire questa lunga relazione evolutiva, gli scienziati hanno trasformato il DNA delle zanzare in una sorta di archivio storico. Analizzando le mutazioni genetiche accumulate nel tempo, i ricercatori sono riusciti a stimare quando alcune specie abbiano cambiato abitudini alimentari. Il risultato porta indietro le lancette tra 2,9 e 1,6 milioni di anni fa. Un’epoca in cui nessuno immaginava spray repellenti, zampironi o notti passate a cacciare insetti sul soffitto.
Lo studio si è concentrato su undici specie del gruppo Anopheles leucosphyrus, noto anche per comprendere insetti coinvolti nella trasmissione della malaria. Alcune di queste zanzare si nutrono soprattutto di sangue umano, mentre altre preferiscono ancora i primati non umani. Questo ha permesso agli studiosi di confrontare comportamenti differenti e ricostruire l’evoluzione della loro alimentazione.
Secondo gli esperti, tutto sarebbe iniziato nell’antica Sundaland, una vasta area oggi in gran parte sommersa che comprendeva territori corrispondenti a Malesia, Sumatra, Giava e Borneo. Prima dell’arrivo degli ominini, queste zanzare vivevano principalmente nella parte alta delle foreste tropicali, nutrendosi del sangue delle scimmie che abitavano tra gli alberi. Poi qualcosa è cambiato. O meglio, qualcuno è arrivato.
Gli studiosi ipotizzano che la presenza crescente di Homo erectus nel Sud-Est asiatico abbia creato una nuova opportunità alimentare per gli insetti. Gli esseri umani avevano odori differenti rispetto agli altri primati e probabilmente vivevano in gruppi abbastanza numerosi da rendere conveniente questo adattamento evolutivo. Per una zanzara, insomma, una sorta di buffet aperto tutto il giorno.
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La biologa evoluzionista Catherine Walton dell’Università di Manchester ha spiegato che il dato più sorprendente riguarda proprio l’antichità di questa trasformazione. Oggi esistono circa 3.600 specie di zanzare, ma solo una piccola parte mostra una forte attrazione per il sangue umano. Eppure basta quel ristretto gruppo di insetti per trasformare ogni estate in una sfida fatta di prurito, schiaffi nel buio e notti passate a chiedersi chi dei due riuscirà a sopravvivere fino al mattino.
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