Quando i giudici dormono meno le pene sono più severe

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Attenzione a non commettere reati, nemmeno piccoli, quando in primavera scatta l’ora legale

Uno studio, condotto da due importanti realtà accademiche degli Stati Uniti quali il “Department of Management and Organization, Foster School of Business, University of Washington” ed il “Behavioral Research at Darden Lab, Darden School of Business, University of Virginia”,  ha evidenziato come allo scattare dell’ora legale, quando si è persa un’ora di sonno, i giudici avessero inasprito le pene del 5% rispetto ai giorni precedenti, nel senso che le pene emesse erano più lunghe.

Da qui la teoria secondo la quale l’ora legale causerebbe condanne più severe nell’ambito della giustizia, a causa della stanchezza dei giudici.

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Le parole dei ricercatori riportate dal sito “www.ncbi.nlm.nih.gov”:

“Il grado di punizione assegnato ai criminali è di fondamentale importanza per il mantenimento dell’ordine sociale. Tuttavia, la quantità di punizione assegnata ai trasgressori può essere influenzata da fattori diversi dalle trasgressioni stesse”. E continuano “Riteniamo che la privazione del sonno nei giudici aumenti la severità delle loro sentenze. Abbiamo approfittato – per verificare l’ipotesi – della privazione del sonno legata al passaggio all’ora legale in primavera e abbiamo analizzato i dati archiviati sulle sanzioni giudiziarie comminate nei tribunali federali degli Stati Uniti.

I risultati hanno confermato la nostra ipotesi: i giudici hanno dato pene più lunghe quando dormivano meno”.

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