Quando il marketing abbraccia la memorabilità

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Quando il marketing abbraccia la memorabilità

| 17/05/2018
Quando il marketing abbraccia la memorabilità

Chi lo ha detto che per esprimere memorabilità bisogna essere per forza un utente anonimo e non magari una grande azienda leader nel settore, che per qualche strana ragione che ha a che fare con la perdita improvvisa di sobrietà in favore della gloria eterna, non decida di sacrificare tramite il proprio account social anni di attenzione ai contenuti, per tentare la sacra via della “risposta memorabile”?

 

Marketing Memorabile

 

Sono ormai finiti da tempo i tempi in cui, viste come istituzioni inarrivabili che si facevano strada tra pubblicità in televisione e cartelloni pubblicitari enormi sparsi ai lati delle strade (sì, proprio vicino a Tatiana, la moldava che fa i prezzi interessanti), le aziende decidevano di far conoscere il proprio prodotto o i propri servizi al potenziale cliente in maniera assolutamente passiva.

 

 

Oggi, nell’era social del sempre più acuto bisogno di coinvolgimento del potenziale acquirente, il marketing di una qualsiasi grande azienda si sviluppa, per forza di cose, tramite un account social che funga da “porto di mare” per il cliente. Stiamo parlando di un luogo impalpabile in cui far conoscere i propri prodotti e servizi e avere contatti diretti con tutti gli analfabeti funzionali da tastiera, che secondo un recente sondaggio ISTAT (Io Sono Tatiana E Alzo I Travi), rappresentano un buon 60% dell’utenza totale degli internettiani. Ora, dopo questa prolissa premessa, sappiate che siamo qui a dimostrarvi con una canonica, molesta, lista esplicativa quanto in realtà molto spesso sono stati gli account social di aziende apparentemente rispettabili a cedere alla memorabilità.

 

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