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Il cervello umano ha una specie di superpotere nascosto: guardare qualcuno toccato e interpretare subito il tipo di contatto. Non serve infilarsi nei guanti o subire pizzicotti; basta un video o una scena dal vivo. Gli scienziati hanno misurato l’attività cerebrale tramite EEG e scoperto che in soli 60 millisecondi il cervello distingue chi viene toccato e in quale mano. Un battito di ciglia e voilà: la magia della percezione tattile osservata.
Appena 50 millisecondi dopo, l’area sensoriale entra in azione, valutando se il tocco è morbido come un pennello, pungente come un coltello o qualcosa di intermedio. Poi, circa 260 millisecondi più tardi, il cervello decide se il contatto è piacevole, doloroso o minaccioso. Insomma, trasformiamo un semplice gesto in un mini film di sensazioni ed emozioni, senza neanche muovere un dito.
Questa rapida interpretazione è alla base dell’empatia. Alcune persone sperimentano addirittura sensazioni fisiche osservando altri: formicolio, pressione o dolore, fenomeno noto come tocco vicario. Non tutti lo percepiscono allo stesso modo, e gli scienziati vogliono capire perché alcune persone “sentono” davvero il tocco altrui mentre altre restano indifferenti.
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Oltre al lato curioso, questa scoperta ha implicazioni pratiche: può migliorare terapie basate sul corpo, favorire la connessione sociale e rendere più immersive esperienze virtuali o realtà aumentata. In pratica, il cervello non solo guarda, ma quasi partecipa. La prossima volta che osservi una carezza o un pizzico, ricorda: la tua mente sta già facendo il lavoro del tocco, un po’ per gioco e un po’ per empatia. Quindi sì, anche vedere può farci sentire più vicini agli altri, senza nemmeno toccare una sola mano.
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