Dimmi quanto a lungo abbracci e ti dirò chi sei (e cosa provi davvero)

Uno studio tedesco svela che non è la stretta a parlare, ma la durata dell’abbraccio

 

Dimentica la posizione delle mani o l’angolazione perfetta del busto: quando si tratta di abbracci, l’unica cosa che conta è il cronometro. Uno studio condotto alla MSH Medical School di Amburgo ha dimostrato che la differenza tra un amico e un potenziale partner non si misura in parole dolci, ma in secondi di contatto fisico.

Il team guidato da Sebastian Ocklenburg ha registrato sessanta abbracci tra amici e coppie romantiche, analizzando ogni movimento grazie a un software di intelligenza artificiale. I risultati? Gli amici si salutano in media con una stretta da 2,88 secondi, mentre le coppie si concedono oltre 7 secondi di fusione temporanea.

Le distanze del cuore (e dei piedi)

Sorprendentemente, la posizione del corpo conta poco: l’AI non ha trovato differenze significative nella distanza tra ginocchia o bacini. Quello che cambia, invece, è la durata del gesto, che sembra raccontare molto di più di mille parole o emoji a cuoricino.

Gli studiosi spiegano che il tempo dell’abbraccio è una specie di linguaggio segreto: breve e rapido segnala affetto amichevole, lungo e lento può indicare attrazione o legame profondo. In pratica, l’orologio è diventato il nuovo test del cuore.

Personalità e abbracci: quando il carattere stringe (o no)

Lo studio ha anche collegato lo stile dell’abbraccio alla personalità. Le persone più nevrotiche tendono a mantenere le distanze, con strette più deboli e meno durature. Al contrario, chi è più empatico e premuroso non teme il contatto e offre abbracci completi, di quelli che riscaldano anche una giornata storta.

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Ocklenburg, con sottile ironia, conclude con una verità scientifica e spietata: “Meno di tre secondi? Sei chiaramente nella friendzone.” E così, tra ginocchia, cronometri e intelligenza artificiale, l’amore ha trovato il suo nuovo metro di misura: il tempo di un abbraccio.

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