Razzo cinese fuori controllo, allarme impatto sulla Terra previsto il 30 luglio [+COMMENTI]

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Razzo cinese fuori controllo, allarme impatto sulla Terra previsto il 30 luglio [+COMMENTI]

| 29/07/2022

Un nuovo detrito spaziale in rotta verso la Terra

  • Lo stadio centrale del razzo cinese Lunga Marcia 5B è in rotta verso la Terra
  • La sua discesa è fuori controllo
  • Non si sa dove si schianterà
  • Tuttavia il suo impatto è previsto per il 30 luglio 2022, con un margine di incertezza di circa 15 ore
  • Si tratta del terzo incidente dal 2020 ed è un problema destinato a ripetersi

 

Ormai è appuntamento fisso: proprio come avvenuto nel 2021 e ancora prima nel 2020, anche per il 2022 è previsto “l’arrivo” di un componente del razzo cinese Lunga Marcia in fase di caduta incontrollata verso la Terra. Questa volta l’impatto è previsto per il 30 luglio 2022, con un margine di incertezza di circa 15 ore.

Nel dettaglio si parla dello stadio centrale del razzo cinese Lunga Marcia 5B, ovvero il cilindro centrale provvisto di due motori, lanciato per consegnare il modulo della cabina del laboratorio Wentiano alla stazione spaziale cinese incompleta di Tiangong. Al momento è ancora ignoto il luogo esatto della caduta. Al momento si ipotizza la zona dell’Oceano Pacifico settentrionale, ma non si possono avere dati certi fino a poche ore prima dell’impatto. Sembra inoltre che il componente non brucerà completamente una volta entrato in contatto con l’atmosfera.

Un problema destinato a ripetersi

“Ci aspettiamo che un frammento dalla massa compresa fra 5 e 9 tonnellate raggiunga il suolo”, hanno commentato gli esperti del Cords. “Il 60-70% degli stadi centrali dei razzi lanciati nello spazio sono soggetti a rientro incontrollato, ma di solito si tratta di oggetti molto più piccoli. In questo caso invece si parla di circa 25 tonnellate, è l’oggetto più massiccio che può rientrare senza controllo”, ha spiegato alla redazione dell’ANSA Luciano Anselmo, ricercatore presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” del Cnr (Isti-Cnr).

“Normalmente questo stadio così grande non entra in orbita, ma ricade in mare in modo controllato subito dopo il lancio. Questa tipologia di missione, invece, ha richiesto che anche lo stadio principale entrasse in orbita, ponendo quindi il problema di cui si sta discutendo, perché non c’è possibilità di riaccendere i motori per guidare la caduta del razzo. Ed è un problema che si ripresenterà con il lancio del terzo modulo necessario per la costruzione della stazione spaziale cinese Tiangong”, ha osservato l’esperto.

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“È chiaro che la Cina non sta rispettando gli standard di responsabilità per quanto riguarda i loro detriti spaziali. È fondamentale che la Cina e tutte le nazioni che viaggiano nello spazio, come anche le entità commerciali, agiscano in modo responsabile e trasparente per garantire la sicurezza, la stabilità e la sostenibilità a lungo termine delle attività nello spazio”, ha commentato l’amministratore della NASA Bill Nelson.

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