Il “Re delle Fughe” evade dal carcere per la quarta volta in 16 anni

Milano diventa il set di un film d’evasione grazie all’uomo che sfida le sbarre da 16 anni

 

Toma Taulant, soprannominato il “Re delle Fughe”, ha di nuovo battuto il sistema. Il 41enne albanese ha segato le sbarre di ferro della sua cella e si è calato con lenzuola annodate, approfittando del buio e del cambio turno delle guardie. Con un’azione rapida e precisa, ha scavalcato il muro esterno alto sei metri, facendo perdere le sue tracce e scatenando allarme nazionale.

Non si tratta della prima fuga: Taulant vanta un curriculum da evaso di livello cinematografico. La prima fu nel 2009 a Terni, seguita dal 2013 a Parma e da una rocambolesca fuga nel 2023 dal Belgio. Ogni evasione ha lasciato le autorità di stucco, confermando il talento dell’uomo nel trasformare il carcere in un set di action movie.

Sovraffollamento e carenza di personale: un problema sistemico

Le fughe di Taulant hanno riacceso il dibattito sulle criticità del sistema penitenziario italiano. Il carcere di Opera, con 1.338 detenuti stipati in 918 posti, soffre di un sovraffollamento del 153%, gestito da soli 533 agenti, quando servirebbero almeno 811. Una situazione che mette a dura prova la sicurezza e gli operatori e che rende le evasioni più facili del previsto.

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Secondo i sindacati, la mancanza di circa 20 mila agenti in Italia è un problema trasversale. La fuga di Taulant, quindi, non sorprende solo per l’abilità del detenuto, ma anche per le lacune strutturali che facilitano simili exploit. La Prefettura ha attivato ricerche su tutto il territorio nazionale, inclusi posti di blocco, controlli alle frontiere e perlustrazioni, temendo che l’evaso stia cercando di lasciare il Paese. Tra seghe, lenzuola e cambi turno, Toma Taulant continua a scrivere la sua leggenda. E mentre le autorità corrono, il pubblico non può fare a meno di pensare che l’albanese sia il protagonista di una saga di evasioni degna di Hollywood, con l’Italia come scenografia principale.

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