La recita del bambino

Sono Vincenzo e la storia che voglio proporvi oggi riguarda una cosa su cui tanti genitori sono passati. Ho litigato con mia moglie, ma posso già dirvi che a differenza della maggior parte delle chat che si leggono qui, io non mi sono lasciato con mia moglie, però certo ci siamo fatti una gran bella discussione e lei al momento è ancora, a distanza di due giorni, molto innervosita e mi parla poco. Di per sé sento che ha un po’ ragione, ma non riesco davvero a non pensarla a modo mio. So che qualcuno darà ragione a lei, ma ci devono essere delle persone tra voi che la pensano come me e non sono assoggettati ai figli e all’essere genitori, a quello che la società impone da sempre sull’essere genitore. Il fatto è che io sono, appunto, sposato con Veronica e ho un figlio di un anno e mezzo che ovviamente amo più della mia stessa vita. Ci tengo a precisare che lei è come me, mal sopporta come la società ci impone che dobbiamo essere e soprattutto è una madre in carriera, che lavora dalla mattina alla sera e lascia sempre il bambino con sua madre o suo fratello. Non è una cosa sulla quale né lei ne noi vogliamo sentirci dire nulla, ma ovviamente arriva sempre sua madre e iniziare a criticare e sindacare che ai suoi tempi ai suoi tempi e fa venire i sensi di colpa a mia moglie. Ora il problema è che il piccolo è stato mandato a un corso di teatro per bambini piccoli. So che fa ridere solo il pensiero, ma mia moglie (che ci tengo a dire non è assolutamente una pancina anche se in questo caso un po’ lo sembra) pensa che sia un’idea geniale pagare un botto per sta cosa. Ora si avvicina la recita di fine corso e come sempre in ste cose tutti i genitori sono chiamati alla presenza.

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Il nostro fan, Vincenzo, condivide una storia che tocca un tema molto comune a tanti genitori: il confronto tra visioni educative diverse all’interno della coppia. Lui e sua moglie Veronica non si sono lasciati, ma sono reduci da un acceso litigio che ha lasciato degli strascichi. A due giorni di distanza, lei è ancora visibilmente infastidita e il dialogo tra loro è ridotto al minimo.

Vincenzo ammette che sua moglie non è del tutto in torto, ma allo stesso tempo sente di avere delle ragioni valide nel sostenere il proprio punto di vista. Il nodo centrale della discussione riguarda il loro bambino di un anno e mezzo, al quale entrambi sono profondamente legati. Veronica è una madre in carriera, lavora tutto il giorno e, per necessità, affida spesso il piccolo alla madre o al fratello. Una scelta che, secondo il racconto del nostro follower, non dovrebbe essere oggetto di giudizio, ma che puntualmente viene messa in discussione dalla suocera, con continui riferimenti ai “suoi tempi” e osservazioni che alimentano nei confronti della figlia un senso di colpa non richiesto.

Il punto di rottura recente, però, non riguarda direttamente la gestione quotidiana del bambino, bensì una decisione presa da Veronica: iscrivere il figlio a un corso di teatro per bambini molto piccoli. Vincenzo racconta questa scelta con una certa ironia, trovandola poco sensata e molto dispendiosa. Secondo lui, la spesa sostenuta è sproporzionata rispetto all’età del bambino e all’effettiva utilità dell’attività.

La situazione si è ulteriormente complicata con l’avvicinarsi della classica recita di fine corso, evento in cui, come da prassi, tutti i genitori sono invitati a partecipare. La nostra fan non nasconde il suo fastidio per questo genere di occasioni, che vive come una forzatura sociale. È convinto che non si debba necessariamente aderire a tutto ciò che viene proposto in nome del “dovere” genitoriale e ritiene che certe dinamiche siano figlie di imposizioni culturali più che di reali necessità affettive.

Nel raccontare la chat con Veronica, Vincenzo mette in luce un conflitto che va oltre il singolo evento e tocca temi più profondi: il ruolo dei genitori, le aspettative familiari, il rapporto con il giudizio esterno e, soprattutto, la difficoltà di trovare un equilibrio tra razionalità, amore e compromesso.

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