In futuro i robot potranno sentire i suoni grazie alle locuste

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In futuro i robot potranno sentire i suoni grazie alle locuste

| 03/04/2021
In futuro i robot potranno sentire i suoni grazie alle locuste

Udito nei robot: gli androidi potranno ascoltare i suoni per merito delle locuste

  • Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv ha realizzato un androide davvero peculiare
  • Il suo superpotere? L’udito: il robot può sentire i suoni grazie alle locuste
  • Gli scienziati hanno espiantato l’orecchio di una locusta non più in vita, collegandolo all’automa
  • Dopo aver recepito i segnali elettrici, il robot è in grado di rispondere di conseguenza
  • In futuro, gli insetti robotici potranno affiancare quelli “naturali”

 

Automi e insetti non sono esattamente un binomio comune. Ciò che lega robot e locuste, però, ha davvero dell’incredibile: grazie alle cavallette, infatti, gli androidi saranno in grado di sentire i suoni. Più che fantascienza, in realtà, si tratta di futuro ormai imminente. Tutto merito di un team di ricercatori di Tel Aviv. Gli scienziati hanno pensato bene di collegare l’orecchio di una locusta morta a un robot. In questo modo, si è osservato che l’automa era in grado di ricevere segnali elettrici e rispondere di conseguenza.

Così, basta un applauso degli studiosi perché l’androide senta il suono e si muova in avanti. Con due battiti di mani, invece, il robot si sposta indietro. Un progetto decisamente poco convenzionale, quanto di difficile realizzazione. Prima, infatti, i ricercatori hanno realizzato un automa in grado di rispondere ai segnali ricevuti dall’ambiente. Successivamente, hanno espiantato l’orecchio della locusta non più in vita, mantenendolo funzionante per il tempo necessario a collegarlo al robot.

Gli sviluppi futuri di Ear-on-a-Chip

Il sistema che permette di far sentire i suoni ai robot grazie alle locuste è stato chiamato Ear-on-a-Chip. Sebbene la ricerca degli scienziati risulti senza dubbio affascinante, viene da chiedersi per quale genere di funzioni possa essere utilizzata la nuova tecnologia.

I ricercatori hanno spiegato: “Abbiamo scelto il senso dell’udito perché può essere facilmente paragonato alle tecnologie esistenti, in contrasto con l’olfatto, ad esempio, dove la sfida è molto più grande. Il nostro compito era sostituire il microfono elettronico del robot con l’orecchio di un insetto. Così abbiamo utilizzato la capacità dell’orecchio di rilevare i segnali elettrici dall’ambiente, in questo caso le vibrazioni nell’aria, tramite uno speciale chip, per convertire l’ingresso dell’insetto in quello del robot“.

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La speranza futura è che un giorno i robot aiuteranno gli esseri umani nel prezioso lavoro di impollinazione. In questo modo, gli androidi affiancheranno gli insetti “naturali”. Del resto, le premesse non mancano. Un gruppo del MIT, infatti, ha progettato un piccolo androide dall’agilità molto simile a quella degli insetti.

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