Fonte: Pexels
Ogni volta che scegli un maglione rosa o un gelato alla fragola, il tuo cervello ti sta ingannando. Tranquillo, lo fa in buona fede: il rosa, infatti, non esiste nella realtà fisica. È solo un’illusione ottica che la mente costruisce per riempire un “vuoto” tra il rosso e il blu.
Se si scompone la luce con un prisma, i colori dell’arcobaleno vanno dal rosso al violetto. Niente rosa all’orizzonte. Il fisico Dominik John spiega che la nostra mente “inventa” questo colore quando combina luce rossa e blu, ma senza verde. In pratica, il cervello non sopporta i buchi visivi e decide di improvvisare.
Ci piace pensare di vedere il mondo così com’è, ma la verità è che i nostri sensi fanno solo metà del lavoro. Gli occhi catturano la luce, la retina la traduce in segnali elettrici e il cervello… si inventa il resto. Il risultato è una versione “funzionale” della realtà, utile per sopravvivere ma non necessariamente vera.
Per capirlo basta una semplice illusione ottica: due caselle identiche possono sembrare di colori diversi solo per via dell’ombra. Il cervello interpreta il contesto, non il colore in sé. È una bugia benevola che ci aiuta a orientarci, anche se ogni tanto ci inganna con stile.
Gli umani vedono solo una piccola parte dello spettro elettromagnetico. Ci sono luci invisibili come raggi X, microonde e onde radio. Gli uccelli percepiscono l’ultravioletto, le api la polarizzazione della luce, e gli squali addirittura i campi elettrici. In pratica, ogni specie vive in un proprio “film sensoriale”.
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Eppure, anche se il rosa non ha una lunghezza d’onda, esiste per noi in modo soggettivo. In filosofia si parlerebbe di qualia: esperienze interiori che definiscono la nostra coscienza. Quindi sì, il rosa non è reale in senso fisico, ma lo è per il cervello che lo immagina. Una lezione utile: non tutto ciò che vediamo esiste, ma esiste tutto ciò che sappiamo vedere.
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