Fonte: YouTube
Tra Zalaegerszeg e Zalaszentiván, nell’Ungheria occidentale, è stata costruita una rotonda che oggi appare come un’opera sospesa nel nulla. L’idea iniziale era molto diversa: si trattava di un’infrastruttura pensata per collegare un futuro centro logistico destinato allo smistamento delle merci.
Il progetto prevedeva la creazione di un hub ferroviario legato alla società Metrans, con l’obiettivo di facilitare il trasporto delle merci in arrivo dal Mar Adriatico verso altri paesi europei. La rotonda avrebbe dovuto rappresentare il punto di accesso a questo sistema logistico integrato.
Nel 2021 il progetto viene ufficialmente presentato dalle autorità ungheresi, con il coinvolgimento del governo e l’accesso a finanziamenti europei. Il Comune avvia le pratiche per ottenere i fondi necessari alla costruzione dell’accesso stradale e della rotonda.
Nel 2023 l’opera viene completata grazie a circa 1,25 milioni di euro di fondi UE non rimborsabili, ma il centro logistico previsto non è ancora stato avviato. Il risultato è un’infrastruttura perfettamente costruita ma senza alcuna connessione funzionale attiva.
A distanza di anni, la situazione non è cambiata: il centro logistico non è stato costruito e la rotonda resta isolata in mezzo a un campo. L’opera appare completa ma priva della rete di collegamento necessaria a svolgere la sua funzione.
Il progetto prevedeva anche una nuova linea ferroviaria, fondamentale per il funzionamento dell’hub, ma i lavori sono ancora in fase preliminare. Secondo le stime, anche nel caso di avvio, la ferrovia potrebbe essere operativa non prima del 2029, lasciando la rotonda in uno stato di attesa indefinita.
Oggi la rotonda ungherese rimane un’infrastruttura senza traffico e senza destinazione reale. Il progetto iniziale, pensato per integrare trasporti e logistica internazionale, non ha ancora trovato la sua concretizzazione.
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La sua condizione attuale la trasforma in un simbolo involontario di pianificazione incompleta, dove l’opera fisica è arrivata prima del sistema che dovrebbe renderla utile. Resta quindi aperta la domanda su quando, e se, questa infrastruttura entrerà davvero in funzione.
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