Ruba un’auto a motore spento con un complice che lo spinge da dietro [+COMMENTI]

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Ruba un’auto a motore spento con un complice che lo spinge da dietro [+COMMENTI]

| 07/12/2021

Ruba un auto a motore spento facendosi aiutare da un complice: colto in flagranza di reato

  • Un uomo di 45 anni è stato sorpreso a rubare un’auto
  • Con l’aiuto di un complice, la stava trainando a motore spento
  • Le azioni dei due hanno insospettito le forze dell’ordine
  • Gli agenti si sono quindi avvicinati per delle verifiche
  • Il complice è fuggito, mentre il quarantacinquenne si è avvalso della facoltà di non rispondere
  • Il giudice lo ha condannato agli arresti domiciliari

 

Fatto insolito in quel di Reggio Calabria. Secondo quanto riportato dalla redazione di StrettoWeb, in un sabato pomeriggio come tanti nella zona tra Modena e Ciccarello, vicino la Scuola Allievi Carabinieri, un uomo di 45 anni del posto è stato sorpreso mentre era intento a rubare un’auto. Fin qui nulla di strano, a parte il fatto che la vettura era a motore spento.

L’uomo stava infatti “conducendo” il mezzo a motore spento con l’aiuto di un complice intento a spingere a mano la vettura che nel frattempo emetteva molto fumo dal motore. I loro movimenti hanno insospettito gli agenti che hanno deciso di far accostare l’auto per effettuare alcuni accertamenti.

Si è avvalso della facoltà di non rispondere

Alla vista delle Forze dell’Ordine, il complice si è dileguato, lasciando solo il quarantacinquenne reggino. Colto in flagranza di reato e vistosi privo di ogni giustificazione, l’uomo si è chiuso nel silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere.

L’uomo è stato sottoposto a fermo per 48 ore. I suoi avvocati difensori Mariateresa e Demetrio Pratticò, hanno spiegato le motivazioni per cui non era necessaria una misura così restrittiva. L’uomo vive di lavoretti quotidiani ed è rimasto disoccupato a seguito delle conseguenze della pandemia di Covid.

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A seguito del processo per direttissima, il Pubblico Ministero ha accolto la richiesta della difesa ed ha stabilito la convalida dell’arresto, condannando il quarantacinquenne agli arresti domiciliari.

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