Fonte: Wikipedia
Santa Gertrude di Nivelles nacque intorno al 626 in una famiglia franca di primo piano. Fin da bambina, rifiutò i matrimoni combinati perché già promessa a Cristo. Dopo la morte del padre, prese il velo delle vergini nel monastero fondato dalla madre Itta, diventandone badessa nel 652. Sotto la sua guida, l’abbazia non fu solo luogo di preghiera ma anche di studio delle Sacre Scritture e ospitalità per viaggiatori e monaci stranieri.
Il monastero accolse dotti dall’Irlanda e inviò emissari a Roma per procurarsi testi liturgici, consolidando Nivelles come punto di riferimento per pellegrini e poveri. Gertrude morì il 17 marzo 659 e il suo culto crebbe rapidamente nel Brabante e nell’Europa orientale, con numerosi miracoli attribuiti alla sua tomba.
Il legame con i gatti nasce da ragioni pratiche: la santa era invocata per proteggere i granai dai topi, e i felini del monastero facevano il loro lavoro. Le leggende raccontano che anche acqua e pane benedetti aiutassero a tenere lontani i roditori. Nell’iconografia medievale, Gertrude è spesso raffigurata con topi che si arrampicano sul suo abito o seduta a leggere mentre piccoli roditori mordono le vesti.
Oltre ai gatti, Santa Gertrude è patrona di giardinieri, viaggiatori, moribondi e ospedali. Il suo ruolo di protettrice contro i topi è collegato anche alla primavera e ai lavori nei campi, mentre i suoi resti sono custoditi nella Collegiata di Nivelles. Il reliquiario originale del XIII secolo fu distrutto durante i bombardamenti del 1940, ma il culto continua ancora oggi, soprattutto tra gli amanti dei gatti.
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Santa Gertrude incarna l’unione tra fede, pragmatismo e cura degli animali. Il suo esempio mostra come una figura religiosa possa diventare punto di riferimento non solo spirituale ma anche pratico, proteggendo case, granai e giardini. Dal VII secolo a oggi, gatti e giardinieri possono ancora celebrare il 17 marzo in suo onore, ricordando che la santità può avere anche un lato curioso e domestico.
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