Corsa alla tecnologia: la Cina lancia il primo satellite 6G

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Corsa alla tecnologia: la Cina lancia il primo satellite 6G

| 15/11/2020
Corsa alla tecnologia: la Cina lancia il primo satellite 6G

La Cina lancia in orbita il primo satellite 6G, pregustando un futuro sempre più vicino

  • Nonostante molti Paesi non abbiano ancora accettato l’idea del 5G, la Cina guarda oltre
  • Di recente il Paese del dragone ha lanciato in orbita il primo satellite 6G
  • La volontà è quella di sfruttare lo spettro terahertz al alta frequenza per sperimentare la potenza e la funzionalità dei segnali
  • Il 6G servirà tanto per le comunicazioni, quanto per il monitoraggio delle costruzioni e contro i disastri naturali
  • Per vederlo in azione, però, dovremo aspettare il 2030
  • In questi 10 anni, in molti cercheranno di concorrere al pari della Cina, per un futuro sempre più veloce e connesso

 

Vi ricordate quando in giro per il mondo, individui inneggianti vaccini e complotti appiccavano incendi alle antenne del 5G? Abbiamo ottime notizie per loro: la Cina ha appena lanciato un satellite addirittura 6G. Ad Oriente la tecnologia galoppa di buona lena ed il pensiero ai dati mobili e alle reti di comunicazione sembra più approfondito che mai.

Ovviamente, per il momento, pare si tratti “semplicemente” di un primo esperimento: un lancio test per cercare di comprendere le possibilità e le potenzialità che ci riserva lo spazio del domani. “La Cina ha inviato 13 satelliti in orbita con un singolo razzo, incluso il primo satellite per esperimenti 6G al mondo, ha annunciato su Twitter l’Ambasciata cinese in America.

Il satellite 6G pesa 70 kg e sfrutta lo spettro terahertz al alta frequenza

La scelta dello Spazio per una prima sperimentazione non è casuale. Rispetto al suolo terreste, ricco di sistemi preesistenti ed interferenze, nell’universo la situazione è un po’ più… tranquilla. Il satellite 6G Tianyan 05, a tal proposito, cercherà di comprendere le condizioni adeguate allo sviluppo di un papabile booster alle comunicazioni terresti, “sondando il terreno” direttamente dallo Spazio.

Per fare ciò, con i suoi 70 kg, il satellite sfrutterà lo spettro terahertz al alta frequenza per la sua trasmissione dati. Non solo comunicazioni: la tecnologia dietro un tentativo del genere vuol dedicarsi anche allo sviluppo delle smart city, la prevenzione di disastri naturali ed il monitoraggio di costruzioni ed infrastrutture. Un occhio tecnologico che ci monitora dall’alto, e che farà di certo impazzire di gioia tutti i complottisti del globo.

Per vedere in azione la nuova trasmissione dati, dovremo aspettare il 2030

A tal proposito, i più agguerriti potranno tirare un sospiro di sollievo almeno per una decina d’anni. Anche se volenterosa di partire il pole position con le sperimentazioni, la Cina ha affermato che il 6G non arriverà in pianta stabile almeno fino al 2030. Il lato negativo – sempre per i complottisti – sta però nel fatto che è che in questi dieci anni la corsa al 6G sarà più agguerrita che mai, con numerosi attori che entreranno a concorrere sul grande palcoscenico del futuro. Non da ultimo le applicazioni militari che, anche senza essere complottisti, sono il motivo principe che porta le nazioni a trovare soluzioni tecnologiche sempre più all’avanguardia.

Il satellite 6G lanciato dalla Cina, quindi, è un primo assaggio di quel progresso inerente l’elaborazione e la trasmissione dei dati entro le quali siamo tutti coinvolti. E se vi domandate quale sia la differenza tra 5G e 6G, ce la spiega Qin Fei, direttore del vivo Communications Research Institute: “rispetto al 5G, la prossima generazione di reti mobile integrerà più tecnologie di accesso radio”.

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La tecnologia 6G è 8.000 volte più veloce della 5G

“Coprirà uno spazio fisico più ampio e consentirà capacità di base migliori in comunicazione, informatica e archiviazione dei dati”. Si stima una movimentazione di 1 Terabyte al secondo, circa 8.000 volte più veloce del 5G. Sarà un mondo estremamente rapido e connesso quello del 2030. Ma per il momento sono solo stime; abbiamo ancora qualche tempo per crogiolarci in un placido e tranquillo 4 e 5G.

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