Il Sati: il rito delle vedove in fiamme dell’India medievale

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Il Sati: il rito delle vedove in fiamme dell’India medievale

| 13/11/2018
Il Sati: il rito delle vedove in fiamme dell’India medievale

Il termine Sati deriva dal nome originale della dea Sati, nota anche come Dakshayani, che si immolò, bruciando dall’interno, perché non in grado di sopportare l’umiliazione di suo padre Daksha che vedeva il suo matrimonio con Shiva un disonore familiare. La pratica è un rito purtroppo ancora presente in alcune comunità indù, con la quale una donna recentemente vedova, volontariamente o con l’uso della forza o della coercizione, sceglie di seguire il marito nell’aldilà.

sati: le vedove in fiamme

La forma più conosciuta di Sati è la cosiddetta “vedova in fiamme”, ovvero quando una donna si lascia bruciare sulla pira funebre del marito, tuttavia tale rituale non comprende necessariamente il fuoco. Esistono infatti altre forme di Sati, tra cui essere sepolti vivi con il cadavere del defunto o annegare. Un po’ come i gatti che venivano sepolti coi faraoni, praticamente. Perché, seppur diffuso tra le caste più alte dell’India, pare che non proprio tutte fossero volenterose di prender parte a tale rituale…

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