Scacchi accusati di razzismo: il bianco muove per primo

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Scacchi accusati di razzismo: il bianco muove per primo

| 02/07/2020
Scacchi accusati di razzismo: il bianco muove per primo

Superiorità bianca negli scacchi: gioco sotto accusa per razzismo

  • Dito puntato contro gli scacchi, accusati di razzismo perché il bianco muove sempre per primo
  • La questione è stata sollevata dall’ABC australiana, sull’onda delle proteste Black Lives Matter
  • L’emittente ha chiesto un commento sulla presunta ingiustizia all’ex portavoce della federazione australiana degli scacchi, John Adams
  • La polemica ha scatenato il web, indignando molti utenti
  • Nella diatriba sono intervenuti anche gli ex campioni del mondo di scacchi, Karpov e Kasparov

 

La polemica sul razzismo non risparmia proprio nessuno. E così, stavolta, a finire sotto accusa sono stati addirittura il re e la regina, con tanto di scorta: alfieri, torri, cavalli e pedoni. Sì, avete capito bene. A processo, sull’onda delle proteste Black Lives Matter stavolta sono stati gli scacchi, tacciati di razzismo. Un gioco millenario, che affonda le sue origini nella bianchissima India. L’ex portavoce della federazione australiana degli scacchi, John Adams, ha rivelato di aver ricevuto una bizzarra telefonata dall’emittente ABC di Sydney. Il tema della conversazione? Il presunto razzismo degli scacchi, dovuto alla regola del gioco che vede il bianco muovere sempre per primo. Dopo il tweet di Adams, la diatriba è spopolata sui social. Sono stati molti gli utenti che hanno riconosciuto la superiorità bianca negli scacchi.

Scacchi razzisti, la reazione dei campioni

Secondo un’autorevole voce del mondo di questo sport, Garry Kasparov: “Gli scacchi sono in assoluto lo sport più violento su questa terra”. Si tratta quindi di un terribile conflitto etnico, con tanto di vantaggio per i suprematisti bianchi? Non proprio. In realtà i due colori nascono dall’esigenza di distinguere facilmente i pezzi sulla scacchiera.

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Ad intervenire sulla questione anche due tra i giocatori più forti al mondo. Karpov Kasparov, storici avversari sulla scacchiera, si sono trovati d’accordo. Entrambi, infatti, hanno dichiarato che l’accusa di razzismo sarebbe stata causata da un periodo di “totale follia”. Ben oltre, insomma, il canonico scacco matto.

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