Fonte: Facebook
La scena sembrava uscita da una commedia all’italiana: una coppia felice, un Gratta e vinci regalato per la Festa della Donna e una presunta vincita da 500mila euro pronta a cambiare la vita di entrambi. Invece, a distanza di un mese, la storia finita al centro delle cronache nazionali si è trasformata in un clamoroso equivoco.
È successo a Carsoli, in provincia dell’Aquila, dove una donna avrebbe deciso di sparire con il tagliando fortunato pur di non dividere il premio con il compagno. Peccato che quel premio, in realtà, non esistesse affatto.
Tutto inizia l’8 marzo. L’uomo si presenta dalla compagna con un dono decisamente diverso dal classico mazzo di mimose: un Gratta e vinci. I due lo grattano insieme in un bar e, tra numeri e simboli, credono di aver centrato il jackpot da mezzo milione di euro. L’entusiasmo esplode immediatamente. Anche il barista, chiamato a verificare il biglietto, conferma quella che sembra una vincita clamorosa.
Secondo il racconto del fidanzato, tra i due esisteva un accordo preciso: in caso di premio, i soldi sarebbero stati divisi equamente. Ma qualcosa cambia nel giro di poche ore. La donna deposita il tagliando in banca, procedura prevista per le vincite elevate, e poi fa perdere le proprie tracce. Una sparizione che spinge l’uomo, con cui conviveva da poco, a rivolgersi alla Guardia di Finanza presentando un esposto.
La svolta arriva durante le verifiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, incaricata di controllare i biglietti delle vincite più alte. È lì che emerge il dettaglio decisivo: il numero che sembrava un fortunato 13 era in realtà un 43. Un piccolo errore visivo causato da un quadratino grattato male ha mandato in frantumi sogni, progetti e forse anche una relazione. Quel biglietto che aveva acceso discussioni, sospetti e tensioni familiari valeva esattamente zero euro.
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La vicenda, diventata virale in tutta Italia, si chiude così nel modo più beffardo possibile. Nessuna battaglia legale milionaria, nessun bottino da dividere e nessun colpo di scena da film. Solo un clamoroso malinteso nato dall’euforia, da un numero letto troppo in fretta e da una fortuna che, stavolta, aveva deciso di fermarsi a metà strada.
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