Era scappato senza pagare: lo incontrano e lo “sequestrano” per andare al bancomat [+COMMENTI]

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Era scappato senza pagare: lo incontrano e lo “sequestrano” per andare al bancomat [+COMMENTI]

| 12/01/2022

Una fuga per non saldare il conto finita molto male

  • Cinque ragazzi sono scappati senza pagare il conto in un ristorante
  • Due giorni dopo però uno di loro è stato visto dal titolare della trattoria
  • L’uomo ha chiamato figli e nipoti e insieme lo hanno “sequestrato”
  • L’hanno caricato in macchina e l’hanno portato al bancomat per prelevare
  • Ora la vicenda è finita a processo

 

È la più classica delle scuse: il bancomat che “non funziona” e, nella concitazione che si crea, si scappa senza pagare il conto al ristorante. Peccato che, nei piccoli paesi del Varesotto, tutti si conoscono e prima o poi ci si rincontra. Ed è quello che è successo ad uno dei cinque ragazzi fuggiti che non ha fatto tanta strada. Da Cavona, dove si trova il locale in cui non ha pagato la sua parte per la cena, “l’avvistamento” si è svolto a Cuvio, la cittadina confinante. Qui, infatti, due giorni dopo la sua auto è stata notata nei pressi di un centro commerciale in località Bofalora proprio dal titolare della trattoria rimasta con il conto in sospeso.

Piuttosto che parlarci civilmente e convincerlo a tornare a saldare il suo debito, l’uomo ha chiesto i “rinforzi” ai parenti, accorsi immediatamente. Così i quattro, lui, il nipote e due suoi figli, hanno “sequestrato” il giovane, caricandolo a forza in auto, e sono andati alla vicina banca per obbligarlo a prelevare 150 euro. Ma anche in questo caso sono rimasti a bocca asciutta, perché il conto corrente del ragazzo era “al verde”. La vicenda però non è finita qui, perché il giovane ha presentato denuncia, accusandoli di sequestro di persona e rapina. Lui invece ha subìto un procedimento per insolvenza fraudolenta che si è chiuso davanti al GUP dopo che ha risarcito quanto doveva.

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Le telecamere di sorveglianza della banca hanno ripreso tutto

I fatti risalgono all’agosto del 2017, ma in questi giorni si sta tenendo il processo presso il tribunale di Varese. La parte offesa non si è presentata in aula, ma di fronte al giudice è arrivata la sua camicia, strappata in più punti. E ora gli imputati rischiano grosso perché le telecamere di sorveglianza della banca di Cuveglio hanno ripreso l’intera scena. Secondo il difensore dei quattro, però, il fatto è di portata ben più tenue: l’idea era solamente quella di farsi pagare il conto e di “convincere” il ragazzo a chiedere scusa. Ad accertare se la cosa poi si sia spinta troppo in là saranno le prossime udienze.

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