Lo sciacquone è troppo rumoroso, i vicini vengono risarciti [+COMMENTI]

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Lo sciacquone è troppo rumoroso, i vicini vengono risarciti [+COMMENTI]

| 17/01/2022

La lite per uno sciacquone rumoroso finisce in tribunale

  • In provincia di La Spezia una coppia ha portato i vicini in tribunale
  • Tutta colpa di uno sciacquone troppo rumoroso
  • Da quando è stato murato, infatti, avrebbe reso la loro vita impossibile
  • Sia la Corte d’Appello che la Cassazione hanno dato ragione a marito e moglie
  • Lo scarico superava di tre decibel gli standard previsti dalla normativa specifica

 

Le liti tra i vicini avvengono per qualsiasi motivazione. Questa volta è tutta colpa di uno sciacquone del wc troppo rumoroso. La vicenda si è svolta in una località del Golfo dei Poeti, in provincia di La Spezia, e ha avuto inizio quando lo scarico stesso è stato murato in una parete sottile assai sottile che ne rende il rumore insopportabile. La coppia che abita sullo stesso pianerottolo, nell’alloggio confinante, si è dunque rivolta al tribunale per denunciare il problema.

Nello specifico marito e moglie hanno citato in giudizio i quattro fratelli proprietari dell’appartamento con lo sciacquone “incriminato”, chiedendo che il rumore venisse eliminato e che sia loro riconosciuto un risarcimento. Tuttavia il giudice di primo grado ha bocciato la causa. Loro non si sono però dati per vinti e sono ricorsi in appello a Genova. A questo punto la Corte ha disposto una perizia che ha accertato che lo scarico era “così rumoroso da disturbare il riposo dei vicini, pregiudicandone la qualità della vita”. Lo sciacquone si trovava infatti a ridosso della parete in cui è situata la testata del letto dei coniugi.

I quattro fratelli dovranno spostare lo sciacquone e risarcire i vicini

I giudici hanno dunque intimato ai proprietari a rivedere la collocazione dello scarico. Inoltre li ha obbligati di risarcire con 500 euro all’anno i vicini di casa, a partire dal 2003, anno in cui è comparso il nuovo wc. I quattro fratelli sono però ricorsi in Cassazione, opponendosi alla sentenza. Tuttavia la Suprema Corte ha accertato il “significativo superamento di tre decibel rispetto agli standard previsti dalla normativa specifica”.

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In più, facendo riferimento alla Convezione europea dei diritti umani e al rispetto della vita privata e familiare ha ricordato che “la Corte di Strasburgo ha più volte fatto applicazione di tale principio”. Per questo motivo ha confermato la condanna ai quattro fratelli prevista in Appello, riconoscendo ai coniugi il “pregiudizio al diritto al riposo”.

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