Per sconfiggere la malaria bisogna portare con sè un pollo, l’incredibile scoperta scientifica

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Per sconfiggere la malaria bisogna portare con sè un pollo, l’incredibile scoperta scientifica

| 05/06/2020
Per sconfiggere la malaria bisogna portare con sè un pollo, l’incredibile scoperta scientifica

Malaria e polli non vanno d’accordo

  • La malaria non è certo sparita, anche se ora si parla prevalentemente il covid-19: un semplice pollo può essere la soluzione più efficace
  • I gallinacei emanano un odore che le zanzare responsabili della grave malattia non sopportano, stando dunque alla larga da loro
  • Ora si sta cercando di sviluppare una sorta di repellente a base degli stessi composti chimici delle galline per le cure future

Ormai non si parla che del coronavirus, ma le altre malattie non certo sparite all’improvviso. Una di queste è la malaria che purtroppo imperversa nei paesi del cosiddetto terzo mondo. Una recente ricerca scientifica, però, potrebbe venire in soccorso dei medici grazie a un alleato insospettabile. Un pollo! No, non stiamo gridando come Richard Benson nel corso di uno dei suoi concerti, il gallinaceo sarebbe fondamentale per tenere alla larga la grave patologia, in particolare le zanzare che ne sono responsabili.

Come è possibile? Lo studio è stato condotto da alcuni ricercatori che si sono concentrati sull’Africa sub-sahariana. La malaria e le zanzare vanno purtroppo a braccetto e gli insetti hanno anche dei “pasti” che prediligono rispetto agli altri. La ricerca non ha lasciato spazio a dubbi: negli ambienti chiusi, questi animali preferiscono punzecchiare l’uomo, mentre all’aperto vanno alla ricerca di capre, ovini e bovini.

Una conclusione imprevista

Al contrario, le galline e i polli sono risultati immuni. In poche parole, le zanzare non si avvicinano nemmeno a questi pennuti, anche se si potrebbe pensare l’esatto opposto visto che sono molto diffusi. Lo studio scientifico è quindi arrivato a una conclusione a dir poco inimmaginabile. L’odore dei polli viene sopportato a fatica dagli insetti e la malaria non ha quindi vita semplice.

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Ecco perché sono stati approfonditi i composti chimici di questo olezzo per creare una sorta di repellente utile ed efficace. Chi l’avrebbe mai detto che un animale associato quasi esclusivamente ai sandwich o alle insalate, sarebbe diventato prezioso per sconfiggere una malattia tanto grave? In fondo, il mondo sa sempre come sorprenderci.

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