Scoperta l’aria più antica mai trovata: era intrappolata nel ghiaccio in Antartide da 6 milioni di anni

L’aria più vecchia del pianeta aveva un segreto: aspettava gli scienziati da 6 milioni di anni

 

Nelle profondità gelate di Allan Hills, in Antartide, un gruppo di ricercatori ha trovato qualcosa che nessun archeologo avrebbe mai potuto dissotterrare: aria. Ma non un’aria qualunque. Si tratta dell’atmosfera più antica mai recuperata, intrappolata nel ghiaccio da ben 6 milioni di anni. Per chi ha la sensazione di essere “vecchio dentro”, ecco un nuovo riferimento da battere.

La scoperta arriva dal progetto Coldex, guidato da Sarah Shackleton e John Higgins, impegnati da anni nella caccia ai ghiacci più antichi del pianeta. L’aspettativa era di trovare campioni di tre milioni di anni, che già sarebbe stato un bel traguardo. Invece, i ghiacci hanno deciso di sorprendere tutti con un bonus temporale doppio, probabilmente per far capire che la Terra ha un passato molto più ricco delle nostre previsioni.

Aria di 6 milioni di anni e un clima molto diverso

Per capire quanto fosse antica l’aria intrappolata nelle carote di ghiaccio, i ricercatori hanno utilizzato il deficit di Argon-40. Non è un metodo che fa scintille ai party, ma è fondamentale quando i ghiacci non formano strati chiari e ordinati. Grazie a questo sistema, è stato possibile stabilire l’età delle bolle che raccontano com’era l’atmosfera quando nessun essere umano poteva chiedersi se servisse la crema solare.

Le analisi degli isotopi dell’ossigeno hanno inoltre rivelato che l’Antartide si è raffreddata di circa 12 gradi tra quei tempi remoti e il Pleistocene. Una differenza che rende evidente quanto il continente bianco fosse decisamente meno “bianco” in passato. Questa è la misurazione diretta più antica mai ottenuta sulle temperature del continente.

Leggi anche: L’oceano dell’Antartide sta diventando misteriosamente più salato

Un ghiaccio quasi muto e un indizio del Miocene

La ricerca ha portato alla luce anche un campione enigmatico: uno strato di ghiaccio basale quasi privo di gas, troppo antico per essere datato con le tecniche attuali. Non solo: le sue temperature isotopiche risultano circa 5 gradi più calde rispetto ai campioni datati a 6 milioni di anni. Un dettaglio che apre una finestra sul Miocene, quando l’Antartide non era ancora la distesa glaciale che conosciamo. Potrebbe essere neve o permafrost sopravvissuti all’avanzata della calotta orientale. In altre parole, un frammento di com’era il continente prima che diventasse il simbolo stesso del gelo planetario. Una scoperta che dimostra, senza fronzoli, che il ghiaccio non conserva solo il freddo: conserva la memoria. E a volte, la memoria sa essere sorprendentemente antica.

Share