Fonte: Pexels
Una piramide su Marte? L’idea è bastata a riaccendere l’immaginazione collettiva. Alcune immagini diffuse dalle missioni NASA mostrano una formazione sorprendentemente regolare sulla superficie del pianeta rosso, tanto da ricordare, almeno a prima vista, una costruzione artificiale.
In realtà, questa “scoperta” non è affatto recente. Le prime osservazioni risalgono ai primi anni 2000, quando la sonda Mars Global Surveyor fotografò l’area di Candor Chasma, all’interno del vasto sistema di canyon di Valles Marineris. Già allora quella forma insolita aveva fatto discutere, tra curiosità scientifica e ipotesi decisamente più fantasiose.
Con il passare degli anni, strumenti più avanzati hanno permesso di analizzare meglio la struttura. Grazie al Mars Reconnaissance Orbiter e alla sua telecamera HiRISE, oggi abbiamo immagini molto più dettagliate. E i numeri aiutano a chiarire: la formazione è larga circa 290 metri e alta 145.
Nonostante le proporzioni e la geometria apparentemente “perfetta”, gli studi confermano che si tratta di una semplice formazione rocciosa naturale. Il processo è noto: vento ed erosione consumano lentamente il terreno circostante, mentre le parti più resistenti restano in piedi, assumendo forme anche molto particolari.
A rendere il tutto più affascinante è il modo in cui interpretiamo queste immagini. Il fenomeno si chiama pareidolia ed è ciò che ci porta a riconoscere forme familiari anche quando non esistono davvero. È lo stesso meccanismo che ci fa vedere volti tra le nuvole o figure nei paesaggi.
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Su Marte non è la prima volta che accade. Il caso più noto è quello del Volto di Cydonia, che sembrava una gigantesca faccia scolpita sulla superficie del pianeta, poi rivelatasi un semplice gioco di luci e ombre. La “piramide”, quindi, resta una suggestione visiva più che una scoperta rivoluzionaria. Una roccia modellata dal tempo, abbastanza regolare da far lavorare la fantasia, ma non abbastanza misteriosa da riscrivere la storia dell’esplorazione spaziale.
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