In Cina è stato scoperto Dragon Man, una nuova specie umana

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In Cina è stato scoperto Dragon Man, una nuova specie umana

| 05/07/2021
Fonte: Facebook

Una specie non ancora conosciuta

  • Una nuova importante scoperta della comunità scientifica
  • In Cina è stato ritrovato il cranio di un Dragon Man, una nuova specie umana
  • Sembra il parente più prossimo dell’Homo Sapiens, anche più del Neanderthal
  • Il cranio ritrovato conteneva un cervello delle dimensioni simili al nostro umano
  • Ma come mai si chiama proprio Dragon Man?

 

In Cina è stato scoperto un fossile sconosciuto. Si tratta del cranio di quello che è stato battezzato come Dragon Man, una nuova specie umana che purtroppo no, non ha niente a che fare con Dragon Ball. Dobbiamo distruggere i vostri sogni e informarvi che al momento non ci risultano nostri antenati Saiyan.

Il proprietario del cranio fossile è stato soprannominato Homo LongiDragon Man. Come mai questo nome così bizzarro? Non si tratta di un specie legata a qualche personaggio Marvel. Non aveva ali né le sembianze di un rettile di grande formato e non sputava fuoco al comando “Dracarys“. Nonostante le scimmie c’entrino come in Dragon Ball, non si trattava neanche di un Saiyan. Il motivo è più semplice di quanto pensiate. Prende infatti il nome dal sito di ritrovamento che si chiama Long Jiang (Fiume del drago) nei pressi di Harbin. Questa nuova specie scoperta sembra il parente più stretto dell’Homo Sapiens, anche più del Neanderthal!

La ricerca è stata pubblicata sul The Innovation in tre studi capitanati dall’Accademia di Scienze Cinese e dal Museo di Storia Naturale di Londra. Il cranio è quasi perfettamente conservato e uno degli autori degli studi, Xijun Ni, ha dichiarato: “Abbiamo ritrovato la nostra linea di discendenza fraterna persa da tempo. Il fossile di Harbin è uno dei fossili cranici umani più completi al mondo“.

Com’era fatto Dragon Man, la nuova specie umana scoperta

Il cranio conteneva un cervello delle dimensioni paragonabili alle nostre. I denti però erano in scala più grande dei nostri e la bocca più larga, le orbite di dimensioni maggiori e le arcate sopraccigliari molto spesse. Secondo i ricercatori il cranio apparteneva a un esemplare maschio di circa cinquanta anni. Un membro di una piccola comunità che viveva in un ambiente boscoso di caccia e forse anche di pesca. Il fossile è stato datato collocandolo nel Pleistocene medio, a circa 146 mila anni fa.

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A tal proposito la comunità scientifica si è divisa. Alcuni scienziati, anche italiani, sono più scettici e pensano che non si tratti esattamente di una nuova specie, e comunque non la più vicina all’Homo Sapiens. Affermano infatti che ci siano molte somiglianze con una specie già conosciuta ma molto poco: i Denisova. Quindi una scoperta importante sì, ma per poterne sapere di più su questo argomento.

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