Fonte: Evolutionary Systematics
La natura possiede un senso dell’umorismo decisamente bizzarro e l’ultima conferma arriva dalle vette asiatiche dell’Uttarakhand, precisamente nelle località di Makku, Tala e Mandal. Un’équipe di scienziati indiani appartenenti all’Istituto di ricerca forestale di Dehradun e al Museo regionale di storia naturale di Bhubaneswar si è imbattuta in un singolare aracnide. La scoperta, pubblicata sulla rivista Evolutionary Systematics, è avvenuta in modo del tutto casuale, poiché il team guidato da Devi Priyadarshini e Ashirwad Tripathy stava originariamente conducendo un censimento sulle popolazioni di formiche locali.
La svolta è arrivata quando Tripathy ha inviato alla collega la fotografia del lato inferiore di una foglia di Daphniphyllum raccolta ad alta quota. Sulla superficie della pianta si trovava un piccolo esemplare appartenente al genere Theridion, battezzato successivamente Theridion himalayana per omaggiare la catena montuosa che ne ospita l’habitat oltre i 2.000 metri. L’elemento sbalorditivo dell’esemplare è un disegno sul dorso che riproduce fedelmente uno smile, una caratteristica biologica che fino a questo momento si riteneva esclusiva di una specie endemica delle Hawaii, distante oltre 12.000 chilometri.
I ricercatori hanno esaminato a fondo la popolazione montana, arrivando a catalogare ben 32 varianti di colore differenti all’interno della stessa specie. Per comprendere se si trattasse di una migrazione eccezionale o di un fenomeno biologico autoctono, gli esperti hanno sottoposto gli esemplari all’analisi del DNA. Il responso dei laboratori ha evidenziato una variazione genetica di circa l’8,5% rispetto al ragno delle Hawaii, un dato che certifica formalmente la presenza di un lignaggio distinto che si è evoluto in maniera totalmente indipendente sul territorio asiatico.
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La vera domanda che attanaglia gli entomologi riguarda l’esatta utilità evolutiva di questo simpatico ma ambiguo travestimento cutaneo. Sebbene sia evidente che tali motivi geometrici supportino la sopravvivenza della specie all’interno dell’ecosistema montano, gli scienziati ammettono di non conoscere il ruolo funzionale di questo disegno nel ciclo vitale dell’animale. La dottoressa Priyadarshini ha sottolineato come la ripetizione dello stesso schema grafico a migliaia di chilometri di distanza rappresenti un mistero genetico più profondo ancora da decifrare, dimostrando che anche un piccolo sorriso può nascondere complessi segreti biologici.
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