Le scuse che puoi utilizzare quando sei sempre in ritardo

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Un’altra bellissima ricerca ci spiega perché arriviamo sempre in ritardo e come volgere la situazione a nostro favore.

Scusate, sono in ritardo!”. Quante volte siamo stati costretti a pronunciare questa frase? È capitato certamente a chiunque, ma ci sono persone che si distinguono per il famoso quarto d’ora accademico di ritardo. Se siete tra questi, o se conoscete qualcuno che lo è, saprete benissimo che le ragioni accampate sono sempre le solite: un imprevisto in famiglia, un traffico da non credersi, la gomma bucata, il tacco 12 spezzato, la deviazione per strada, una chiamata importante inattesa, e via dicendo, a seconda della fantasia.

La verità potrebbe invece dipendere non da circostanze esterne, come ci si affretta ad affermare, ma da fattori puramente interni e personali.

Ce lo spiegano diversi studi di psicologia che trattano il tema del ritardatario cronico, e le ragioni che lo rendono tale.


ERRATA STIMA DEL TEMPO

Roger Buehler, psicologo presso l’Università di Waterloo (Canada) ha dimostrato che il 40% della popolazione è in ritardo perché non sa gestire il tempo a propria disposizione.

Tipo che ti svegli pensando di essere in vacanza ai tropici ma poi scopri che il calendario segna “Marzo” e allora capisci che forse non sei in ritardo, sei solo ritardato.

Per ovviare a questo tipo di problema basterebbe pianificare la propria presenza in un dato posto ad una data ora in più sottosequenze temporali: se si ha mezzora per prepararsi, prevedere insomma 5 minuti per ultimare un’operazione, 10 per un’altra, 5 per un’altra ancora, e così via. 

 

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