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Hai un lavoro che non odi, una casa che regge, relazioni che funzionano (più o meno) e una vita sociale che fa invidia. Quindi, sei felice, giusto? Forse. Ma se ogni tanto ti viene voglia di mollare tutto e trasferirti in una baita senza Wi-Fi, potresti dover rivalutare la situazione.
Perché l’infelicità non arriva con i tamburi o le scritte al neon. Spesso si presenta travestita da normalità e si nasconde dietro abitudini che sembrano innocue. Ecco 5 segnali che potresti non stare così bene come pensi.
Se di recente hai sviluppato la tendenza a essere ovunque, tranne che a casa tua, forse non è solo voglia di socializzare. Serate su serate, aperitivi moltiplicati come gremlins, e bicchieri di vino che si moltiplicano misteriosamente: non sarà che stai cercando di evitare qualche pensiero scomodo?
Gli esperti dicono che spesso ci buttiamo nella mondanità come forma di evasione. Perché, si sa, pensare è faticoso, e l’introspezione non si serve nei cocktail bar.
Quando il corpo inizia a lamentarsi senza un’apparente ragione, forse è il caso di ascoltarlo. Dolori vaghi, tensioni muscolari, stanchezza cronica: non è detto che siano solo effetto collaterale del pilates o del lunedì mattina.
Lo stress emotivo sa essere un ottimo attore: non si fa vedere in faccia ma ti prende a schiaffi dall’interno. Quindi se il tuo corpo ti sta dicendo “qualcosa non va”, magari ha ragione lui.
C’è stato un tempo in cui “guardare una serie” significava rilassarsi. Ora significa nascondersi. Se il tuo tempo libero è occupato da maratone infinite di contenuti digitali, forse non è solo passione per il binge watching.
Anche i social, ammettiamolo, non sono proprio un’oasi di benessere emotivo. Scrolli, metti like, ridi a meme tristi e poi ti senti ancora più vuoto. Strano, vero?
Se ti infastidisce anche il modo in cui il tuo collega mastica (e prima no), potrebbe esserci un motivo. L’infelicità spesso si traveste da irritabilità, e il risultato è che ti ritrovi a litigare anche con lo specchio del bagno.
Quel nervosismo costante non è solo “una fase”. Potrebbe essere il segnale che qualcosa dentro di te sta premendo il pulsante rosso, mentre tu continui a ignorarlo.
Ti svegli e tutto ti sembra uguale. Le cose che una volta ti divertivano ora ti annoiano, e anche l’idea di fare qualcosa di nuovo ti stanca in partenza. Se ti ritrovi a vivere in modalità “autopilota”, è il momento di fare due domande alla tua parte emotiva.
Quando perdi interesse in tutto ciò che prima ti appassionava, è probabile che il tuo equilibrio emotivo sia finito sotto le scarpe. E no, non è solo “stanchezza stagionale”.
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Riconoscere i segnali di infelicità non è un fallimento, ma un atto di lucidità. Non serve prenotare un viaggio mistico in Asia (anche se male non fa), ma potrebbe essere utile iniziare a parlare con qualcuno – magari un professionista. La buona notizia? Se ti sei riconosciuto in almeno uno di questi punti, sei già a metà dell’opera. L’altra metà richiede un po’ di coraggio e la voglia di ascoltarsi, senza auricolari.
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