Il senso dell’umorismo è ereditario?

Un’indagine sui gemelli che dimostra come ridiamo più per l’ambiente che per i geni

 

L’Università di Aberystwyth ha deciso di affrontare un mistero che affascina l’umanità da sempre: perché alcune persone fanno ridere e altre, pur impegnandosi con zelo, ottengono solo silenzi imbarazzati? La risposta, sorprendentemente poco drammatica, è che non c’entra il Dna. Nessun gene della battuta pronta, nessuna mutazione che dona capacità comiche superiori. A stabilirlo è un’analisi su un campione decisamente corposo: oltre 1.200 gemelli adulti, dai 21 agli 89 anni. Tra questi, 448 coppie di gemelli omozigoti e 196 coppie di dizigoti, perfetti per capire se la genetica giocasse un ruolo decisivo.

Gli psicologi hanno valutato due dimensioni: quanto le persone credono di essere divertenti e quanto lo sono davvero. Per il primo parametro è bastato chiederlo. Per il secondo, invece, i partecipanti hanno dovuto creare didascalie comiche per vignette vuote del The New Yorker. Un esercizio che separa chi pensa di essere una star della comicità da chi lo è realmente, almeno secondo criteri oggettivi.

La genetica lascia il palco, entra l’ambiente

Dopo aver esaminato migliaia di battute e sketch prodotti dai gemelli, gli studiosi hanno notato un dettaglio interessante: nelle valutazioni soggettive compariva una lieve influenza genetica. Insomma, è possibile che alcuni si sentano più spiritosi per una punta di ereditarietà. Ma quando si passava alle battute davvero riuscite, quelle che fanno ridere davvero, l’ereditarietà svaniva come una barzelletta raccontata male.

Le somiglianze tra gemelli identici non risultavano più marcate rispetto a quelle tra gemelli fraterni. Questo suggerisce che il senso dell’umorismo non sia scolpito nei geni, ma si sviluppi grazie a tutto ciò che ci sta intorno: l’ambiente familiare, le esperienze sociali, il contesto culturale in cui cresciamo. In altre parole, ridiamo come ci hanno insegnato a ridere, non come siamo nati.

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Un tratto umano modellato dalla vita

Lo studio in fondo mostra qualcosa di semplice: la comicità nasce dall’osservazione, dagli stimoli quotidiani, dalle relazioni. E se il talento non viene dal Dna, allora vuol dire che chiunque può affinare il proprio spirito, anche chi finora non ha strappato più di un sorriso di cortesia. La genetica, almeno stavolta, non ha l’ultima parola.

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