Progetto SETI: in analisi i dati raccolti in 21 anni per scoprire se c’è vita nell’Universo

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Progetto SETI: in analisi i dati raccolti in 21 anni per scoprire se c’è vita nell’Universo

| 22/03/2020
Progetto SETI: in analisi i dati raccolti in 21 anni per scoprire se c’è vita nell’Universo

Le grandi domande della vita: chi siamo? Da dove veniamo? Cosa c’è per cena? E soprattutto: c’è vita nell’Universo?

  • Da sempre l’Uomo si è chiesto se ci siano altre forme di vita intelligenti a parte lui nell’Universo (ammesso che l’Uomo possa definirsi intelligente)
  • Il progetto SETI da 21 anni sonda il cosmo alla ricerca di un “segno”
  • Ora è tempo di tirare le somme

 

Era il 1999 quando l’Università di Berkeley, in California, lanciò un appello dal suo sito ufficiale. Stava per prendere il via il progetto SETI, ovvero Search for Extra-Terrestrial Intelligence. Come si fa a capire se ci sono altre forme di vita nel vasto Universo? Semplice: basta sondarlo alla ricerca di onde radio a bassa frequenza, che non esistono in natura. Bhe, non tanto semplice.

Per farlo infatti c’era bisogno di un mega computer, un super processore che ancora non esisteva. Ecco dunque l’idea degli studiosi: frammentare il programma di ricerca in tante piccole particelle, installando un programmino molto semplice e leggero su centinaia di migliaia di computer. Nacque così quello che venne definito SETI@home, uno screensaver che ogni cittadino volontariamente poteva installare sul suo computer di casa.

Da allora, sono stati raccolti milioni, forse miliardi di dati che provengono da ogni più remoto angolo dell’Universo. Sono passati 21 anni e sul sito dell’Università di Berkeley dedicato al progetto è apparso un nuovo annuncio. Con un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno aderito con entusiasmo in tutto questo tempo, si informano i cittadini che SETI@home sarà disattivato a partire dal 31 marzo 2020.

Tiriamo le somme

Sembra che il numero di informazioni immagazzinate sia sufficiente, e che sia dunque arrivato il momento, per così dire, di tirare le somme. Dal 31 marzo in poi i data analyst si metteranno al lavoro per cercare di dare una risposta a questa domanda che tanto ci interessa, a questo quesito che potrebbe cambiare per sempre il nostro destino come collettività. Siamo soli nell’Universo, o là fuori c’è qualcun altro?

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Attendiamo trepidanti il risultato di tanti mesi di sforzo collettivo e tendiamo l’orecchio per cogliere quella voce che forse si cela tra un milione di altre voci, e che oggi sussurra nel cuore di un processore elettronico.

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