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Capire di essere nella relazione sbagliata non è sempre un momento improvviso o cinematografico. Spesso arriva lentamente, sotto forma di segnali sottili che il corpo invia molto prima della mente. Secondo la trauma therapist Shannon Thomas, molte persone coinvolte in relazioni tossiche sviluppano sintomi fisici concreti, anche in assenza di una diagnosi medica.
Il motivo è semplice quanto scomodo. Vivere in una relazione disfunzionale espone l’organismo a un mix continuo di ormoni dello stress, come adrenalina e cortisolo, che entrano in conflitto con la dopamina rilasciata nei momenti di affetto. Il risultato è una sorta di altalena chimica che lascia il corpo esausto, spesso senza una causa apparente.
Uno dei segnali più comuni è sentirsi costantemente stanchi, anche dopo aver dormito. I picchi emotivi seguiti da crolli improvvisi mandano il corpo in modalità sopravvivenza, con un consumo energetico continuo. Accanto alla stanchezza, molti pazienti riferiscono infiammazioni, dolori, eruzioni cutanee o malesseri diffusi che non trovano spiegazioni cliniche.
Thomas osserva anche alterazioni dell’appetito e difficoltà digestive. L’attivazione continua della risposta fight-or-flight interferisce con il sistema digestivo, rendendo problematici cibi prima tollerati senza difficoltà. Non è una questione di intolleranze improvvise, ma di un organismo che non riesce più a “spegnere” l’allarme.
Lo stress cronico non colpisce solo il fisico. La terapeuta segnala frequenti problemi di memoria, concentrazione e linguaggio. Quando la mente è impegnata a evitare conflitti o a prevedere reazioni altrui, resta poca energia per leggere, ricordare o elaborare nuove informazioni.
A questo si aggiunge una tensione muscolare costante. Spalle rigide, mascella serrata, corpo contratto in presenza del partner sono segnali che il subconscio ha già registrato un pericolo. Anche senza una ragione chiara, il corpo “sa” che qualcosa non va.
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Thomas racconta che molti pazienti, all’inizio della relazione, avevano provato una sensazione di rifiuto o disagio, poi razionalizzata. Ignorare quell’istinto è spesso l’inizio del trauma bonding. Il corpo aveva intuito il problema prima ancora dell’attrazione. Infine, c’è la solitudine emotiva. Investire tutte le energie in una relazione che non funziona porta a trascurare amicizie e affetti. Nei casi peggiori, il partner contribuisce attivamente all’isolamento. Quando il corpo si spegne e il mondo si restringe, il messaggio è già stato inviato.
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