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La ricerca condotta tra Università di Torino e Grenoble su un campione di 100 giovani adulti tra 18 e 30 anni italiani e francesi mette in discussione un’idea molto diffusa: che lo smartphone renda più veloci e precisi nello scrivere. I dati dicono altro. Chi scrive con lo smartphone tende a commettere più errori ortografici rispetto a chi usa carta e penna.
Secondo la ricercatrice Anna Anastaseni, non si tratta di incapacità linguistica ma di un fattore preciso: la minore concentrazione. Lo schermo, infatti, dà l’illusione di una correzione facile e senza conseguenze visibili. Lo studio mostra anche un dato curioso: il 30% dei partecipanti corregge il testo digitato molto velocemente sul telefono, mentre quando scrive a mano lo stesso gruppo commette errori e li corregge solo nel 2% dei casi. Una differenza netta che racconta un cambiamento nel modo di affrontare la scrittura.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il tempo di scrittura. Digitare su smartphone è più veloce in termini tecnici, ma non sempre nella pratica quotidiana. I partecipanti, infatti, tendono a riflettere di più prima di iniziare a scrivere sullo schermo. A mano, invece, il processo è più graduale: si scrive più lentamente ma si comincia prima a mettere le parole sul foglio, con una gestione diversa della riflessione ortografica.
Il risultato è che i tempi complessivi tra carta e digitale finiscono per essere simili. Un altro elemento chiave riguarda la correzione. Su carta ogni errore è visibile, cancellato o barrato. Sullo smartphone, invece, tutto può essere modificato fino all’ultimo istante, rendendo l’errore quasi “invisibile” e meno percepito come definitivo.
Un cambiamento evidente riguarda le abbreviazioni. Espressioni come “xke”, “cmq” o “tvb”, tipiche dell’era degli SMS, sono quasi scomparse. Le tastiere moderne, più ampie e simili a quelle dei computer, favoriscono la scrittura completa delle parole.
Questo ha modificato profondamente la struttura dell’ortografia digitale, riducendo l’uso delle scorciatoie linguistiche. La scrittura oggi è più estesa e meno compressa rispetto al passato. Un ruolo importante lo giocano anche i suggerimenti automatici della tastiera. Solo il 15% delle parole nel campione italiano è stato selezionato tramite queste proposte, mentre in francese la percentuale raddoppia. La differenza è legata anche alla maggiore complessità ortografica della lingua francese.
I suggerimenti non sono solo un aiuto ma anche un carico cognitivo. Il cervello deve gestire contemporaneamente la scrittura e la valutazione delle alternative proposte dallo smartphone, creando una forma di multitasking non sempre efficace. Secondo Anastaseni, questi strumenti sono utili soprattutto a chi ha dubbi ortografici, mentre possono risultare superflui o persino rallentanti per chi scrive rapidamente e con sicurezza.
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Lo studio evidenzia infine un punto importante: non sono solo le persone ad adattarsi alla tecnologia, ma anche la tecnologia dovrebbe adattarsi agli utenti. Tastiere più intuitive, suggerimenti personalizzati e sistemi differenziati potrebbero migliorare il rapporto tra scrittura e digitale, soprattutto per fasce d’età e livelli di competenza linguistica diversi.
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