Quando fumare faceva bene: pubblicità vintage sui benefici delle sigarette

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Quando fumare faceva bene: pubblicità vintage sui benefici delle sigarette

| 02/08/2020
Quando fumare faceva bene: pubblicità vintage sui benefici delle sigarette

Dimostrazione: non bisogna sempre credere alla pubblicità.

  • Oggi tutti sappiamo che il fumo fa male alla salute
  • Un tempo questa verità scientifica non era così conclamata
  • Sussistevano però dei dubbi
  • Allora le aziende produttrici di tabacco facevano delle pubblicità molto convincenti
  • Medici e dentisti sostenevano che il fumo facesse bene, che facesse dimagrire, e che non nuocesse alla salute

 

Fumare fa bene? Certo che no, che assurdità. Ma se questa è l’opinione moderna delle più forti campagne di sensibilizzazione contro il tumore ai polmoni, potrebbe non essere stata sempre la norma. Se siete dei fumatori incalliti e ci siete rimasti molto male dal ritrovarvi sui vostri amati pacchetti immagini di gente moribonda, polmoni marcescenti e cari estinti, forse le decadi giuste per voi erano quella comprese tra gli anni Venti e Cinquanta del secolo scorso.

Infatti, grazie all’invenzione della stampa a colori, venne inaugurata una nuova fiorente era sia per la pubblicità che per il packaging dei pacchetti, incluso il posizionamento di immagini accattivanti. Dalla fine del 1870, le aziende produttrici di sigarette furono così in grado di rafforzare i propri marchi. Quando le persone iniziarono ad esprimere perplessità sulla possibilità che il fumo, in realtà, potesse far male, le aziende produttrici di tabacco corsero ai ripari, rispondendo con campagne finalizzate a rassicurare il pubblico sui loro prodotti.

Accendiamoci una sigaretta

Fortunatamente, nel 1964 il rapporto del comitato consultivo sul fumo e la salute costrinse a restrizioni piuttosto severe le aziende produttrici di tabacco, che dovettero dire addio a testimonial d’eccezione come attori e medici. Nei cinquant’anni precedenti, però, le pubblicità sul tabacco si erano fortemente concentrate sulla volontà di dissipare i crescenti timori. Probabilmente sovvenzionati da sacchi col simbolo del dollaro ricamato sopra, trovarono medici disposti a giustificare affermazioni assurde e ovviamente non veritiere.

Ne è un esempio lampante la pubblicità di Philip Morris del 1940 che potete ammirare qui sopra: Le Philip Morris non avranno doti curative, ma… un’oncia di prevenzione è meglio di una libbra di cure. Philip Morris ha scientificamente provato di irritare meno il naso e la gola”. Alludendo al peso del pacchetto, venivano fatte affermazioni ridicole apparentemente sostenute dalla scienza.

Il fumo fa bene (?)

I maggiori brand, Lucky Strike in testa, cercarono i sfruttare testimonial più o meno noti. L’annuncio del 1931 che vedete qui sotto mostra Edmund Lowe, un attore davvero molto famoso all’epoca. In cambio della sua faccia stampata a colori, la Lucky Strike fece pubblicità a ben tre film di Lowe. La partnership tra celebrità e marchi di sigarette ha incoraggiato soprattutto i giovani ad associare le sigarette con la tostaggine ed uno stile di vita fico, banalizzando gli effetti negativi sulla salute.

Qualsiasi dentista moderno sconsiglierebbe fortemente il tabagismo come stile di vita. Ma nel 1949, nell’annuncio che vedete qui sotto, consigliavano le sigarette con il filtro Viceroys come compagne di meeting e pause dal lavoro.

Una pubblicità sorniona che ti suggerisce “quando sei tentato di esagerare, accenditi una Lucky Strike”, potrebbe sembrarci oltraggioso. Non era così strano però nel 1930, quando si era molto più facilmente inclini a credere alla pubblicità. Anche se ad oggi gli inserzionisti non possono più affermare che il fumo vi faccia rimanere magre, giovani donzelle, anche tra i Sessanta e i Settanta sono state architettate pubblicità che promuovevano un lato molto sexy ed accattivante del fumo.

sigarette

Fonte: kohoso.us

Certo, lo ribadiamo: il fumo fa male, assolutamente. Ma un po’ queste pubblicità vintage ci fanno venire nostalgia, ogni volta che prendiamo in mano uno di quei pacchetti con la foto dei polmoni anneriti.

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