Dall’arancione al verde, il significato e la provenienza dei nomi dei colori

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Dall’arancione al verde, il significato e la provenienza dei nomi dei colori

| 08/11/2019
Dall’arancione al verde, il significato e la provenienza dei nomi dei colori

Da dove vengono i nomi dei colori? Come mai?

La questione dei colori, come molte altre cose, tende a cambiare di cultura in cultura. Gli eschimesi, ad esempio, hanno ben sette modi per dire “bianco”. Per la maggioranza delle culture linguistiche del pianeta vi sarebbero undici definizioni principali, comparse in ogni cultura nel medesimo ordine. Bianco, nero, rosso, verde, giallo, blu, marrone, arancio, viola, rosa e grigio.

Oggi vogliamo raccontarvi il significato che si nasconde dietro i nomi dei colori più diffusi. Da un semplice arancione ad un po’ complesso cremisi. Ma piuttosto di sfruttare l’ordine di apparizione tanto caro agli antropologi, andremo in ordine alfabetico. Un pelo meno confusionario, non vi pare?

Arancione

i nomi dei colori

Fonte: Obi

Com’è noto, l’arancione deriva direttamente dal frutto che così generosamente gli presta la vivace colorazione. Ma la parola ha fatto bei giri prima di arrivare codificata nel modo che noi tutti conosciamo. Dal sanscrito “naranga-s” (l’arancio come albero), è passato per il persiano “narang”, l’arabo “naranj” e poi approdato a Venezia come “naranza”. Si è trasformato poi in “narancia” e, quando si sono accorti che “una narancia” era scomodo da pronunciare, la n è stata tolta.

Azzurro

i nomi dei colori

Fonte: You Paket

Anche l’azzurro sembra aver fatto gli stessi giri pindarici dell’amico arancione. Nato come “lazvard”, dalla lontana e meravigliosa Persia, il suo significato era lapislazzulo, zaffiro. Nelle lingue di ceppo latino il nome delle due splendide pietre preziose ha subito una modifica. La “l” è stata scambiata per un articolo e quindi tagliata via.

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