Il Signor Giancarlo, uno dei padri fondatori della memorabilità

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Il Signor Giancarlo, uno dei padri fondatori della memorabilità

| 17/10/2020
Il Signor Giancarlo, uno dei padri fondatori della memorabilità

Ave a te, o signor Giancarlo.

  • Il signor Giancarlo è stato uno dei tanti concorrenti de “La Ruota della Fortuna”
  • La trasmissione era condotta da Mike Bongiorno
  • Il signor Giancarlo diede una risposta memorabile
  • Imbarazzò il conduttore
  • Ma è passato alla storia delle televisione

 

Non è concepibile, se avete il nostro stesso concetto di “memorabilità”, non conoscere la vicenda del signor Giancarlo. Questo leggendario concorrente, in un’apparentemente anonima puntata de “La Ruota della Fortuna” tra le migliaia che furono condotte, seppe fare breccia nel cuore e nei ricordi dei milioni di italiani.

Non a caso, lo abbiamo da sempre incoronato padre fondatore della memorabilità. Ma partiamo con ordine, raccontando la vicenda. C’è stato un momento nella vita del signor Giancarlo, fino ad allora vissuta nell’anonimato, in cui il destino decise che era arrivato il momento di fare entrare nella leggenda quest’uomo o, per meglio dire, di dargli la possibilità di farlo. E lui lo fece, eccome se lo fece.

La puntata incriminata

Tale “Signor Giancarlo”, si palesò come anonimo concorrente alla Ruota della Fortuna in una puntata apparentemente come tante nella metà degli anni ’90: conduceva come al solito Mike Bongiorno e la valletta era Paola Barale. Giancarlo, senza paura, si trovò a dover completare una frase intitolata LE AMAZZONI. Così gli si presentava il tabellone: V-NS-R- BATTAGL– GRAZ– ALLA L-R- F-G-.

Il signor Giancarlo avrebbe potuto scegliere una soluzione conservativa per l’ultima parola, considerando le vocali rimaste: si possono vincere battaglie grazie alla foga, se si è intelligenti tatticamente anche con la fuga. L‘esitazione non durò che un istante nei suoi processi neuronali. Il Signor Giancarlo sogghignò sotto i baffi (che in questo caso è un modo di dire ma non solo, dato che egli i baffi li aveva per davvero) e diete con la propria soluzione il via al big bang della memorabilità.

Per quanto ci riguarda, non ci abbiamo messo molto ad elevarlo a divinità assoluta, ed anche gli internauti non sembrano certo avere pareri discordanti. In tantissimi ancora oggi tributano la memorabilissima impresa con commenti a dir poco meritati per il nostro eroe.

Mentre Mike fingeva di scusarsi con i telespettatori di Canale 5 (perché in fondo sapeva benissimo anche lui che ciò a cui aveva assistito stava per diventare un pezzo di storia) è stupefacente notare come il nostro baffuto eroe si preoccupasse piuttosto di celare una finta vergogna che, dentro al cuore suo, ben sapeva avere il gusto dell’eterna gloria.

Gerry Scotti ha fatto la stessa domanda imbarazzante di Mike Bongiorno 20 anni dopo

A “Caduta Libera” è stata riproposta la stessa domanda che imbarazzò Mike Bongiorno a La Ruota della Fortuna. Allora nacque la storia del signor Giancarlo, che pur di consegnarsi alla leggenda sbagliò volontariamente la risposta sulle Amazzoni scambiando la parola “fuga” con qualcosa di più volgare.

La leggenda delle Amazzoni, che occupano un posto importante nella mitologia greca, vuole che queste donne cavallerizze, durante i loro combattimenti simulassero una fuga, come gli Oriazi contro i Curiazi, per poi girarsi rimanendo sul cavallo in corsa ed incoccando una freccia sul loro arco infallibile, uccidendo infine l’inseguitore. Se erano destre, si tagliavano il seno sinistro per non avere impedimenti con il lancio del preciso dardo.

Gerry Scotti, vero cultore di Mike Bongiorno (noto anche per le sue gaffe) e considerato da quest’ultimo un suo erede, dedicò questo omaggio al grande personaggio televisivo. A “Caduta Libera”, uno dei quiz di maggior successo condotto da Scotti, è stata infatti riproposta la stessa domanda ad un concorrente. E su internet si è scatenato immediatamente un putiferio.

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Ma la prova video di questo pezzo di storia della televisione italiana dov’è? Il filmato storico che documentava l’impresa del memorabile zero, infatti, pare fosse andata persa negli archivi polverosi della rete televisiva. Come sapete, nella metà degli anni ’90 non esisteva Youtube, e internet era ben lungi dall’essere quello che è adesso. Per fortuna però, fu la stessa Rai, nel programma “Scorie“, andato poi in onda su Rai 2 diversi anni dopo in seconda serata, a riesumare il mito mostrando il leggendario spezzone.

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