Gli avevano spezzato le zampe per non farlo fuggire, ma oggi Simba cammina di nuovo

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Gli avevano spezzato le zampe per non farlo fuggire, ma oggi Simba cammina di nuovo

| 26/06/2020
Gli avevano spezzato le zampe per non farlo fuggire, ma oggi Simba cammina di nuovo

Una storia a lieto fine, ma che una volta di più dimostra la profonda crudeltà dell’uomo.

  • Simba è un cucciolo di leone strappato a sua madre a poche settimane di vita
  • Dei fotografi lo usavano per scattare istantanee con i turisti
  • Affinché non scappasse, gli hanno spezzato le zampe
  • Dei veterinari hanno ritrovato Simba morente in un capanno
  • Lo hanno operato e ora sta meglio
  • Le autorità russe perseguiranno e punirannocriminali che lo hanno torturato 

 

Simba è un nome evocativo, che immediatamente ci fa pensare ad un leoncino. Simba è infatti il nome di un cucciolo di leone che però non esce da una favola Disney, ma da un incubo terribilmente reale. La sua storia si svolge in Russia, quindi molto lontano da quello che è il suo habitat naturale. Appena nato, a poche settimane di vita, Simba viene strappato alla sua mamma.

Degli uomini senza scrupoli intendono servirsi di lui a scopo di lucro. Infatti lo portano lungo le spiagge per fare le fotografie con i turisti. Almeno lo avessero trattato bene, Simba sarebbe stato comunque lontano da casa sua, ma senza sofferenze. Invece gli sfruttatori lo hanno sottoposto ad atrocità inaudite. Non appena ha cominciato a crescere, gli hanno spezzato le zampe posteriori cosicché non potesse fuggire.

Non lo nutrivano, gli gettavano addosso secchiate di acqua gelida. Alla fine lo hanno abbandonato in un capanno nella regione del Dagestan, al freddo, senza cibo. Qui sarebbe morto di patimenti e stenti, se un gruppo di veterinari non lo avesse trovato e salvato. Non sono noti i dettagli dell’operazione, ma anche dopo il salvataggio l’odissea di Simba non era finita. Le sue povere zampe necessitavano di un intervento chirurgico.

Una nuova vita

Karen Dallakyan è la veterinaria che ha operato Simba e che poi ha diffuso i video dei suoi lenti miglioramenti. Un primo filmato mostra il cucciolo che zampetta con enorme difficoltà. Ha il pelo rasato, ma gli occhi brillano. In seguito, lo vediamo sempre più forte che fa la lotta con una sua controparte in peluche. Simba sta meglio, ma niente e nessuno potrà cancellare le crudeltà che ha subito.

Le sue zampe sono deformate in modo irrimediabile e ha molti altri problemi di salute. Yulia Ageeva, che era a capo della missione che ha salvato il cucciolo di leone, ha detto che Simba ha attraversato un vero inferno, un “oceano di sofferenze a causa dell’uomo”. Non servirà a risarcirlo, ma adesso le autorità russe perseguiranno i criminali che lo hanno torturato.

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Durante una videoconferenza il caso di Simba è stato sottoposto al presidente Vladimir Putin, il quale si è impegnato in prima persona contro la crudeltà sugli animali. Così speriamo che i suoi aguzzini vengano adeguatamente puniti, ma soprattutto che arrivi il giorno in cui nessun animale debba più subire la violenza sciocca e avida dell’essere umano.

Ti alleghiamo le immagini dei primi passi di Simba. Vedere un animale maestoso come un leone ridotto in queste condizioni spiega, più di tante parole, quanto male possono fare l’ignoranza, la cupidigia, e la mancanza di rispetto per il mondo che ci circonda.

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