Fonte: YouTube
La spiaggia di Dooagh, sull’isola irlandese di Achill nella contea di Mayo, non ama la routine. Durante l’inverno le tempeste atlantiche si portano via tonnellate di sabbia, lasciando solo rocce e pozze d’acqua, mentre in primavera le correnti la riportano come se niente fosse. Il processo può durare anche solo otto o dieci giorni, rendendo il tutto ancora più surreale per chi vive lì.
Questo comportamento non è una moda recente. Il fenomeno è documentato dalla fine dell’Ottocento, quando gli abitanti di Dooagh videro la spiaggia sparire per la prima volta. All’epoca la perdita non era solo estetica. Le alghe marine accumulate sulla battigia servivano da fertilizzante naturale per i campi e già esisteva un piccolo turismo costiero con alberghi che vivevano della presenza della sabbia.
Nel 1927, dopo oltre trent’anni di assenza, la spiaggia tornò all’improvviso. La comunità reagì organizzandosi come se stesse aspettando una cometa. Venne costruito un molo e Patrick Callaghan ricevette l’incarico ufficiale di suonare una tromba ogni volta che grandi quantità di alghe coprivano la spiaggia, così tutti potevano correre a raccoglierle. Quello strumento è ancora conservato dai suoi discendenti.
Nel 1984 arrivò un’altra batosta. Una serie di tempeste cancellò di nuovo ogni granello di sabbia. Per 33 anni la baia rimase solo un mosaico di rocce e acqua. Gli alberghi chiusero e per un’intera generazione la spiaggia esistette solo nei racconti dei nonni.
A Pasqua del 2017 venti settentrionali e maree particolarmente forti riportarono in pochi giorni centinaia di migliaia di tonnellate di sabbia. La spiaggia era di nuovo lì. La notizia fece il giro del mondo con troupe da Stati Uniti, Europa e oltre, e Achill finì davanti a un pubblico di oltre un miliardo di persone.
Il turismo esplose con un aumento tra il 70 e il 79 percento e la creazione di 79 posti di lavoro. Ma la sabbia non era stabile. Tra fine 2018 e inizio 2019 nuove tempeste la portarono via di nuovo, confermando che Dooagh segue solo le correnti e i venti, non i calendari.
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Gli studiosi spiegano il ciclo con una rara combinazione di venti settentrionali e correnti profonde che risollevano i sedimenti dal fondale di una baia esposta a sud. Serve un allineamento quasi perfetto, così raro che è impossibile prevedere quando la spiaggia tornerà. Per ora la sabbia resta nascosta sotto l’Atlantico, in attesa del prossimo colpo di scena naturale.
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