Fonte: Pexels
Doveva essere il giorno perfetto, quello del “sì” sognato per mesi. Ma a Varazze, nel Savonese, la tradizionale attesa della sposa si è trasformata in un caso da manuale. Nella chiesa di Sant’Ambrogio, don Claudio Doglio ha deciso che l’amore può attendere, ma non l’orologio: la cerimonia è cominciata senza la sposa, arrivata con appena tre minuti di ritardo.
Secondo il parroco, non c’era motivo di far attendere i fedeli della messa domenicale. “Avevo avvisato che avrei iniziato allo scoccare delle campane”, ha dichiarato. E così è stato. Peccato che gli invitati, più che devoti, siano rimasti basiti nel vedere lo sposo da solo all’altare.
La protagonista, ignara del caos imminente, era ferma davanti alla chiesa, trattenuta da quegli ultimi minuti di “controllo velo da sposa” che, si sa, fanno parte del copione. “Sono arrivata tra le 11 e le 11.03, massimo 11.04”, ha raccontato. Quando ha varcato la soglia, però, la cerimonia era già in corso. Lo sposo, incredulo, aveva perfino provato a fermare il prete. Invano.
Il sacerdote, noto in parrocchia per la sua ferrea puntualità, sostiene che non si trattava di un matrimonio qualunque, ma di una funzione integrata nella messa domenicale, e dunque “non si poteva far attendere l’assemblea”. Gli sposi avevano persino indicato un orario anticipato sugli inviti, come richiesto dal parroco. Ma nulla è bastato.
Leggi anche: Sindaco dimentica matrimonio: gli sposi trovano il municipio chiuso
Alla fine, nonostante tutto, i due si sono sposati e possono sorridere dell’accaduto. Anche se, a detta dei presenti, l’atmosfera non era proprio da fiaba Disney. L’episodio ha acceso un acceso dibattito: il rispetto degli orari è davvero più importante dell’emozione di un “sì” pronunciato insieme? Forse la morale è una sola: tra galateo, orari e tradizioni, la pazienza resta la virtù più preziosa, specialmente quando si parla d’amore. Anche perché, a volte, bastano tre minuti per far scoccare non solo le campane… ma anche la polemica.
Share