Panico a Londra: nel Tamigi c’è uno squalo (sembra)

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Panico a Londra: nel Tamigi c’è uno squalo (sembra)

| 01/08/2020
Panico a Londra: nel Tamigi c’è uno squalo (sembra)

Spielberg, Spielberg, chi era costui.

  • Per giorni sui social si sono susseguite foto
  • Nei post si mostrava il fiume Tamigi
  • In mezzo al fiume c’era una pinna
  • Avvistata di qua e di là, ha messo in agitazione i londinesi
  • Salvo poi scoprire che era solo un (nemmeno tanto) abile lavoro con il Photoshop

 

Immagina una distesa di acqua pacifica, una giornata serena, e ad un certo punto qualcosa che smuove le acque. È scura ed ha forma triangolare… ha un’aria vagamente familiare… e subito nella tua testa parte una certa musichetta… No, non possiamo negarlo: “Lo Squalo”, film di Steven Spielberg del lontano 1975, ha cambiato per sempre le nostre vite.

Non ha solo dato vita ad una nutrita filmografia trash, ma ha soprattutto ipotecato ogni bagno in mare. Possono dirci quanto vogliono che gli squali non arrivano in questo o quello specchio lacustre: una certa ansia ai polpacci la proviamo lo stesso. Immagina dunque che ansia deve essere salita in gola ai buoni cittadini britannici quando sui social è cominciata a circolare la voce che nel Tamigi si aggirasse un temibile squalo.

Gli avvistamenti si sono moltiplicati in pochissimi giorni. Prima John Hucknall, un giovanotto di 23 anni, mentre era a spasso nella zona di Hammersmith Bridge con la sua fidanzata, ha visto qualcosa. “Bhe, non sono David Attenborough” ha scritto, postando una foto in cui si vede una pinna che emerge dal fiume “ma quello mi sembra proprio un grosso, vecchio squalo.”

Avvistamenti

Da questo momento in poi le testimonianze hanno cominciato a fioccare, insieme ad abbondante documentazione fotografica. Yasmin Dan ha chiaramente visto la pinna sotto al London Eye, poi ci sono state altre segnalazioni a diverse altezze del fiume. Le autorità non potevano di certo ignorare la cosa, ma senza panico. Portavoce ufficiali hanno detto che era possibile vi fosse uno squalo nel Tamigi. Ritenevano però più probabile un altro animale marino, o un relitto inanimato.

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Alla fine però tutta la storia è saltata: in verità la pinna era stata photoshoppata sulle immagini e tutto non era altro che un grosso scherzo. Il cui autore si è però infine autodenunciato. Pare che l’intenzione fosse quella di portare un po’ in giro i media. In effetti, come operazione è stata un pochino ingenua. Se davvero volevano fare scalpore, avrebbero dovuto photoshoppare un dinosauro a Buckingham Palace. Ah no, dimenticavamo: c’è già. Ti vogliamo bene, Queen Elizabeth.

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