Squid Game a Roma: come sarebbero i giochi nel Lazio? [+COMMENTI]

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Squid Game a Roma: come sarebbero i giochi nel Lazio? [+COMMENTI]

| 13/10/2021

E se “Squid Game” fosse ambientato a Roma?

  • “Squid Game” è la serie tv sudcoreana più seguita su Netflix
  • La serie televisiva ricalca le tradizioni e i giochi della Corea del Sud
  • Immaginate se “Squid Game” fosse ambientato in Italia, magari a Roma
  • Le prove da affrontare ricalcherebbero tutte le tradizioni laziali
  • Ecco uno scenario immaginario per le sfide “de noantri

 

È la serie più vista su Netflix in assoluto: stiamo ovviamente parlando di “Squid Game”. Tutti ne parlano e tutti sono rimasti affascinati dalla crudeltà dei suoi giochi, così “innocenti”, ma così dannatamente letali. Vi siete mai chiesti come sarebbero i giochi di “Squid Game” se fossero ambientati in Italia, magari a Roma con le tipiche tradizioni del Lazio?

“Un, due, tre, stai là!” Sì, ma all’Altare della Patria

Come nel primo episodio dello show, anche a Roma gli “Squid Game” aprirebbero le danze con un giochino infantile ma piuttosto complesso: “Un, due, tre, stai là!”. Tuttavia, la versione  “de noantri” vuole aumentare un po’ di più l’asticella della difficoltà, dato che – oltre alla prontezza di riflessi di rimanere fermi alla frase “stai là” – si aggiunge il fatto di non correre su un percorso in pianura, ma sugli scalini dell’Altare della Patria. Chi arriva in cima alle scale vince una bombola di ossigeno, sicuramente apprezzata dopo tutti quei gradini!

La prova del maritozzo

Proprio come la terza puntata della prima stagione di “Squid Game”, anche la versione dei giochi nostrana deve prevedere l’utilizzo di un dolcetto, ma – anziché utilizzare i biscotti sudcoreani – il protagonista della sfida sarebbe un dolce tipico di Roma: il maritozzo. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una soffice pagnotta a base di farina, uova, miele, sale e burro. Questa viene tagliata a metà e farcita con abbondante panna montata. Quale sarebbe la prova? Qualcosa di semplice e gustoso: mangiare la panna montata del maritozzo, ma senza usare le mani, né mangiare la brioche e – soprattutto – senza sporcarsi.

Le Corse delle Bighe al Circo Massimo

Gli “Squid Game” della Capitale non possono non prendere spunto dall’Antica Roma e dalle sue innumerevoli prove, come le Corse delle Bighe del Circo Massimo. La sfida: anziché scegliere un cavallo, i partecipanti dovranno catturare un cinghiale (non dovrebbe essere difficile trovarlo!), legarlo ad una biga e gareggiare per arrivare primi da un lato all’altro del campo. Premio in palio: cena a base di porchetta, coppiette e l’intramontabile Romanella dei Castelli Romani.

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Battaglia finale nel Colosseo

Non poteva certo mancare la sfida finale all’ultimo sangue nel luogo più intriso di sfide per eccellenza, il Colosseo. Qui le regole sono semplici ed intuitive: sfidarsi in un corpo a corpo come dei veri gladiatori. “Al mio segnale, scatenate l’Inferno” (Cit.).

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