Squid Game Italia: come sarebbero i giochi in Abruzzo? [+COMMENTI]

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Squid Game Italia: come sarebbero i giochi in Abruzzo? [+COMMENTI]

| 15/10/2021

Tutti pazzi per “Squid Game”: e se la serie del momento fosse ambientata in Abruzzo?

  • “Squid Game” è la serie tv sudcoreana più seguita su Netflix
  • La serie televisiva ricalca le tradizioni e i giochi della Corea del Sud
  • Immaginate se “Squid Game” fosse ambientato in Italia, magari in Abruzzo
  • Le prove da affrontare ricalcherebbero tutte le tradizioni regionali
  • Ecco uno scenario immaginario per le sfide a base di arrosticini e “caciocavallo”

 

“Squid Game” è la serie tv del momento: la più vista su Netflix. Gli spettatori di ogni parte del mondo ne parlano e sono rimasti affascinati dalla crudeltà dei suoi giochi “per bambini”, che a primo impatto possono sembrare innocui e divertenti, ma d’improvviso si rivelano letali. Vi siete mai chiesti come sarebbero i giochi di “Squid Game” se fossero ambientati in Italia, magari in Abruzzo con le tipiche tradizioni regionali?

Il gioco della foglia “scoppiettante”

Come nel primo episodio dello show, anche in Abruzzo gli “Squid Game” aprirebbero le danze con un giochino infantile dove è un po’ “il fato” a farla da padrone, giusto per sbarazzarsi del maggior numero di concorrenti fin dal primo round. Si tratta del tradizionale gioco abruzzese della foglia “scoppiettante”, praticato dalle bambine al tempo della raccolta delle olive.

Le foglie cadute dagli alberi vengono appoggiate su un focolare, ma bisogna far attenzione a scegliere “quella” giusta perché è proprio dalla “qualità” della foglia che dipende la vincita o la perdita del gioco. Se la foglia, dopo brevi istanti, scoppiettando salta e si rovescia sull’altro lato, è buon segno, ma se la foglia lentamente si accartoccia e brucia, il responso è sfavorevole, e quindi “giocatore 017 sei stato eliminato”.

Il gioco del caciocavallo

La seconda sfida riguarderebbe un gioco a squadre della tradizione popolare abruzzese: il caciocavallo. Probabilmente i partecipanti rimarranno delusi nello scoprire che non dovranno mangiare alcun formaggio, nonostante il titolo possa trarre in inganno. Il caciocavallo era un pezzo di legno di forma cilindrica, munito di una maniglia di ferro su una delle due basi.

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I componenti dei due gruppi dovranno lanciare uno per volta il caciocavallo il più distante possibile: la squadra che si aggiudica “più strada”, vince un piatto di Pallotte cace e ove, per prepararsi alla “sfida finale”.

La sfida all’ultimo “arrosticino”

E come tradizione abruzzese vuole, non poteva mancare la sfida all’ultimo “arrosticino”.

In questo gioco sarà chi possiede uno stomaco più “forte e temerario” a portarsi a casa la “vittoria”. I due finalisti combatteranno con i piedi sotto il tavolo e le bavette al collo.

Saranno muniti di tipiche e grosse brocche di coccio e dovranno mangiare arrosticini fino allo sfinimento, prima dello scadere del tempo.

Il premio per il vincitore? Una grossa indigestione di carne di pecora.

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