Perché stare con gli amici fa bene al cervello come mangiare una pizza

L’amicizia attiva i circuiti della ricompensa e riduce lo stress, lo dice la neuroscienza

 

La pizza non risolve i problemi, ma riesce comunque a farci tirare un sospiro di sollievo. È prevedibile, familiare, rassicurante. Secondo la neuroscienza, con gli amici succede qualcosa di molto simile, solo che l’effetto non si limita allo stomaco.

Una ricerca pubblicata sugli Annals of The New York Academy of Sciences mostra che le relazioni di amicizia attivano i circuiti cerebrali della ricompensa, gli stessi che entrano in funzione quando facciamo qualcosa di percepito come sicuro e benefico. Il cervello registra la compagnia affidabile come una condizione favorevole e reagisce abbassando il livello di allerta.

Meno allarme, meno fatica mentale

Il comfort food funziona perché comunica un messaggio chiaro: per ora puoi rilassarti. L’amicizia sana invia lo stesso segnale, ma sul piano emotivo. Quando siamo con persone di cui ci fidiamo, il sistema nervoso esce dalla modalità di difesa.

Non serve controllare ogni parola, interpretare segnali ambigui o dimostrare qualcosa. Questo abbassa il carico cognitivo e riduce lo stress. È anche il motivo per cui alcune serate, pur durando ore, non stancano davvero. Il cervello, invece di restare in tensione, lavora in modo più efficiente e stabile.

La differenza tra consolazione e stabilità

La pizza consola nell’immediato, ma l’effetto finisce lì. L’amicizia, invece, stabilizza nel tempo. Non provoca sensi di colpa né indigestione emotiva. Al contrario, contribuisce a mantenere un equilibrio interno più solido.

Lo studio sottolinea che la presenza di relazioni affidabili riduce l’attivazione dei sistemi di allerta cronica, quelli legati allo stress prolungato. In pratica, il cervello smette di comportarsi come se fosse costantemente sotto minaccia.

Un meccanismo antico, non una moda moderna

Dal punto di vista evolutivo, questo non sorprende. Anche negli animali sociali, le amicizie tra individui non imparentati migliorano la capacità di adattamento. Chi ha legami stabili gestisce meglio lo stress e mantiene un equilibrio fisiologico più efficace.

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Negli esseri umani il meccanismo è lo stesso. Alcune amicizie non portano vantaggi evidenti, ma tengono in asse il sistema. Il cervello le tratta come una risorsa, proprio come fa con il cibo quando serve energia. E forse è per questo che la loro mancanza si manifesta più come affaticamento e irritabilità che come tristezza. Gli amici, in fondo, nutrono la mente. Proprio come una pizza fatta bene, ma senza appesantire.

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