Stati di Facebook: il dolore e il degrado della grammatica

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Facebook è quel potentissimo strumento mediatico che permette a tutti di esprimere i propri pensieri, e di far trasparire la propria personalità. Questo crea una serie di delusioni: se prima potevi solo ipotizzare l’ignoranza di una persona, ora puoi averne spietata conferma.

Ciò che è stato, è stato. Ma ciò che è Stato Facebook, se immortalato in tempo, è destinato a durare in eterno. E a produrre un forte eco di ignoranza e maniere poco appropriate. Inutile affermare il contrario, Facebook è portatore di delusioni grandi come case. A tutti è capitato di avere quell’amica/amico che ci piaceva fino al momento in cui non ci è apparso sulla bacheca, rovinando tutta la magia che avevamo creato nella nostra testa. Perché va bene tutto, ma in una torrida giornata estiva un “O caldo“, proprio non si può sentire.

Anche se la situazione è spesso drammatica, la generazione corrente ha fatto comunque un notevole salto avanti rispetto alla generazione passata. Inspiegabilmente, sembrerebbe che gli attuali cinquantenni non abbiano mai messo piede, neanche per sbaglio, in un istituto scolastico. A concludere quei due o tre anni minimi sufficienti per non parlare come un pakistano appena arrivato in Italia. La scusa è sempre la stessa: “Io hollavorade da guando ebbi due anni inda minieraaah, kenne vuoi saperreh a tu

Le testimonianze del magico mondo del social più cliccato sono infinite, ma abbiamo deciso di portarvi solo quelle che vi faranno rimpiangere di non essere nati morti. Eccovele servite con strani simboli 111!1!!!!:

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