Le statue parlano davvero: a Versailles l’IA dà voce agli dei

La reggia più famosa di Francia si affida all’intelligenza artificiale per far parlare le statue

 

Passeggiare nei giardini della reggia di Versailles è già un’esperienza piuttosto scenografica, ma da oggi potrebbe anche diventare un dialogo. Non con altri turisti, ma con le statue. Il celebre palazzo ha infatti deciso di trasformare venti delle sue sculture in autentici oratori, grazie all’intelligenza artificiale sviluppata in collaborazione con OpenAI e la startup culturale Ask Mona.

Basta inquadrare un QR code, disponibile accanto a ogni opera, per iniziare una conversazione via smartphone. Nessuna guida monotona o freddi pannelli esplicativi: le statue rispondono in modo personalizzato, in tempo reale, e con un certo spirito drammatico. Apollon, Nettuno, le Muse e compagnia parlante vi intratterranno con storie mitologiche e dettagli nascosti della reggia.

Statue parlanti a Versailles: la visita diventa interattiva

Questa forma di visita aumentata supera di gran lunga i tradizionali audioguide: l’utente può fare domande e ricevere risposte dinamiche, adattate al contesto e al tono del dialogo. I contenuti sono stati curati e verificati dai conservatori del museo, per garantire che anche la statua più loquace non scivoli in una gaffe storica.

Il servizio è disponibile in 13 lingue, una scelta che rende l’iniziativa accessibile anche al turista più lontano. E se qualcuno avesse la tentazione di chiedere a una Musa quale sia la sua canzone preferita, riceverà comunque una risposta. In personaggio, ovviamente.

L’intelligenza artificiale incontra il patrimonio culturale

L’obiettivo del progetto è chiaro: rendere la cultura più coinvolgente, senza scivolare nella banalizzazione. Le voci, infatti, non si limitano a leggere testi preimpostati, ma adattano tono e contenuti al tipo di interazione. Un po’ narratrici, un po’ attrici, le statue riescono a far rivivere il passato con un tocco teatrale.

Christophe Leribault, presidente del museo di Versailles, ha sottolineato come questa innovazione si inserisca in un percorso più ampio di digitalizzazione del patrimonio. Dopo le mappe interattive e le visite in realtà virtuale, ora arriva il dialogo con le opere: un passo avanti che rende la visita non solo informativa, ma anche memorabile.

Versailles tra innovazione e qualche bug

Come ogni tecnologia, anche quella adottata dalla reggia non è priva di piccole imperfezioni. Alcuni utenti hanno segnalato voci troppo simili o momentanei malfunzionamenti dell’app. Ma l’entusiasmo generale resta alto: la possibilità di “parlare” con una statua di marmo rimane un’esperienza decisamente fuori dal comune.

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E se l’iniziativa vi ha sorpreso, sappiate che non è l’unica del genere. Anche il Museo delle Belle Arti dell’Ontario ha sperimentato tecnologie innovative come l’Art Rate Monitor, che misura la risposta emotiva dei visitatori alle opere. Segno che l’arte, oggi, non si limita più a essere osservata: risponde, commenta e – a volte – si prende pure la libertà di scherzare.

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