Stefano Gheller: ‘Ho la distrofia muscolare, ma rinuncio all’eutanasia’

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Stefano Gheller: ‘Ho la distrofia muscolare, ma rinuncio all’eutanasia’

| 22/02/2020
Stefano Gheller: ‘Ho la distrofia muscolare, ma rinuncio all’eutanasia’

Affetto da distrofia, Stefano Gheller era pronto all’eutanasia, ma grazie alla solidarietà su Facebook ha cambiato idea: “So che posso vivere con dignità”.

  • Stefano Gheller è un uomo affetto da distrofia muscolare
  • Stanco della sua situazione, negli ultimi mesi del 2019 aveva deciso di ricorrere all’eutanasia in Svizzera
  • L’affetto degli amici e la solidarietà ricevuta su Facebook gli hanno ridato la forza di andare avanti

 

Negli ultimi mesi del 2019, Stefano Gheller era pronto a morire. Di recente, ha cambiato idea ed ha deciso di affrontare la distrofia facio-scapolo-omerale da cui è affetto fin dalla nascita. Sa bene che in un futuro non potrà più muoversi, né parlare o mangiare. Tuttavia, la solidarietà che ha ricevuto dopo aver annunciato il suo desiderio di ricorrere all’eutanasia gli ha donato il coraggio di affrontare la malattia e le sue conseguenze.

Sono in carrozzina dall’età di 15 anni e attualmente uso un ventilatore per respirare h24, non sono autosufficiente in nulla e necessito di assistenza h24. Vivo solo e ho una badante, mio padre è morto nel 2015 dopo una lunga malattia che lo ha reso per più di 10 anni come un bimbo da dover accudire. Mia madre invece c’è ancora ha 70 anni, ed è affetta anche lei dalla mia stessa malattia. È allettata con una tracheotomia con ventilatore ed ossigeno h24 dal 2002″, afferma Stefano nella sua pagina Facebook ufficiale, “La vita di Stefano Gheller“.

La scelta di ricorrere all’eutanasia

La scelta estrema di Stefano è nata il 6 dicembre 2019, quando dei ladri si sono intrufolati nella sua abitazione forzando la porta sul retro. Stefano si trovava in casa, da solo, perché non può permettersi di pagare anche le ore libere della badante.

“Ero determinato ad andare a morire in Svizzera, avevo già contattato la clinica Dignitas. Lo avevo deciso dopo che i ladri avevano tentato di entrarmi in casa mentre io ero dentro, da solo, e mi sono accorto di quanto fossi vulnerabile e di come le cose non sarebbero mai migliorate, ha raccontato Stefano al Corriere.

La rinuncia all’eutanasia e i nuovi progetti di Stefano Gheller

“Tutto è scaturito dopo avere avuto il riscontro di tante persone che hanno saputo della mia storia e che si sono interessate a me, sono venute per conoscermi, mi hanno chiesto di cosa avessi bisogno. Tutta questa vicinanza, affetto, solidarietà e comprensione mi hanno fatto pensare che tutto ciò che desideravo era concretizzare questo bisogno in me, ha spiegato alla redazione di Interris.

Dopo tutto questo ho iniziato a ricevere la vicinanza di diverse persone che mi stanno aiutando e sono anche venute a trovarmi, e stanno nascendo nuove amicizie […] mi hanno spinto a capire che invece di raccogliere dei soldi per andare in Svizzera che era la mia idea, forse potevo mettere da parte per un po’ questa cosa e prima provare a realizzare un sogno di una vita che ho fin da adolescente ossia andare a New York!”. Parlando con Interris, Stefano ha spiegato che è sempre stato affascinato dalla Grande Mela, per la sua maestosità e il suo essere un simbolo di libertà, ma la cosa che lo affascina di più èpoter camminare senza essere giudicato...”.

Una sfida difficile

Nonostante Stefano abbia accettato la sua vita, non può certo accettare la malattia. “Non credo di averla mai accettata perché, oltre a riguardare me e mia madre, negli ultimi anni riguarda anche mia sorella. Il peso è di non poter fare tante cose che altre persone intorno a me fanno. Sono i miei limiti. Sicuramente, la malattia mi permette di capire di più tante cose, e di far capire agli altri che la vita è un dono prezioso. In questo cerco di aiutare gli altri. I social mi aiutano a restare in contatto con la realtà al di fuori di me, per tenere vive le mie passioni, anche parlandone”.

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In merito alla sua opinione sul diritto all’eutanasia, Stefano ha tenuto a sottolineare di non aver cambiato idea. “Non ho cambiato idea sul diritto al suicidio assistito, ma ho accantonato quel pensiero. Se riesco a vivere con dignità, vivere è molto meglio che morie, ha commentato al Corriere.

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