La storia non raccontata dell’addomesticamento dei gatti

L’amicizia tra gatti e esseri umani dura dalla rivoluzione neolitica

 

C’è chi è “gattaro” e chi invece va matto per i cani, ma c’è anche chi ama farli convivere. Insomma, tanti vanno matti per i gatti tanto che al mondo ce ne sono circa 370 milioni “domestici”, un numero secondo solo ai cani. Tuttavia, nonostante i millenni di addomesticamento, il gatto domestico medio condivide ancora il 95,6% del suo genoma con le tigri. Ciò significa che anche loro conservano molti dei comportamenti dei loro antenati della giungla. Dalla caccia alla preda, alla marcatura dell’odore e allo sfregamento del mento, solo per citarne alcuni.

I ricercatori dell’Università del Missouri-Columbia hanno però recentemente scoperto quanto a lungo l’uomo abbia tentato di addomesticare i felini. Le loro conclusioni sono illuminanti e significative. Si è compreso come i gatti abbiano iniziato a vivere con l’uomo con la rivoluzione neolitica, circa 10.000 anni fa nella Mezzaluna Fertile. La coltivazione sistematica del grano portava con sé lo stoccaggio dello stesso, con conseguente arrivo dei roditori pronti a farsi grandi scorpacciate. Ed ecco che i gatti si sono rivelati la soluzione migliore per porre fine in maniera “naturale” al “problema”.

Un solo evento di addomesticamento, a differenza di bovini e cavalli

Esaminando il DNA di animali del Medio Oriente, dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, gli scienziati sono giunti alla conclusione che i gatti hanno subìto un solo evento di addomesticamento nella Mezzaluna Fertile prima di viaggiare in tutto il mondo con le loro controparti umane. Ciò è in netto contrasto con i bovini e i cavalli, che secondo gli scienziati sono stati addomesticati più volte in tempi diversi e in diverse parti del mondo.

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Questa ricerca solleva alcune domande interessanti. Ad esempio, come definiscono gli scienziati il termine “addomesticamento”, soprattutto per quanto riguarda i gatti? La genetista felina Leslie Lyons spiega: “Possiamo definire i gatti come semi-addomesticati, perché se li lasciassimo liberi in natura, probabilmente continuerebbero a cacciare parassiti e sarebbero in grado di sopravvivere e accoppiarsi da soli grazie ai loro comportamenti naturali”. In altre parole, l’addomesticamento dei gatti non ha avuto un impatto massiccio sui loro comportamenti naturali, a differenza di altri animali addomesticati come i cani.

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