Campagna turistica islandese: vieni da noi per gridare e alleviare lo stress

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Campagna turistica islandese: vieni da noi per gridare e alleviare lo stress

| 01/08/2020
Campagna turistica islandese: vieni da noi per gridare e alleviare lo stress

Francamente? Per noi è l’idea più geniale di sempre.

  • L’Islanda cerca di promuoversi come meta turistica
  • Prendendo spunto dal lockdown, ha avviato una campagna un po’ curiosa
  • Invita la gente a sfogare lo stress gridando
  • Attraverso sette altoparlanti installati sull’isola, le urla inviate tramite internet vengono diffuse nell’aere
  • Naturalmente si può anche andare di persona a sfogarsi
  • L’idea è semplicemente memorabile

 

Quante volte hai detto: mi viene da urlare? E quand’è che ti viene da urlare? Ti viene da urlare quando sei stanco, oberato da mille impegni, quando vorresti piangere ma le lacrime nemmeno voglio uscire. Vorresti urlare quando ti senti solo, quando non ne puoi più, quando la misura è davvero colma. Finalmente qualcuno ti dice: vuoi urlare? Ebbene, amico mio, fallo pure, e fallo per bene.

L’Islanda non è una meta turistica mainsteam. La immaginiamo come un luogo desolato, inospitale, freddo, e terribilmente lontano. Però l’Islanda ha i suoi lati positivi, che vengono illustrati da “Promote Iceland”, l’ente che pubblicizza a livello turistico l’isola. Secondo “Promote Iceland”, è esattamente quello di cui hai bisogno dopo il lockdown. Islanda equivale a spazi aperti, idea di libertà, natura selvaggia e intatta.

E non solo: se qui urli per liberare lo stress accumulato, nessuno si turba, al massimo si scompigliano i muschi. Per questo in sette diverse località (per pietà risparmiaci la fatica di scrivere quei nomi astrusi) sono stati messi dei grandi altoparlanti gialli. Da quegli altoparlanti vengono diffuse le grida anti stress di persone da tutto il mondo. Puoi inviare il tuo “barbarico YOOP” anche tu.

TAP TO SCREAM

“Tap to scream”, pigia per urlare, si legge sul sito di promozione turistica dell’Islanda. Puoi registrare il tuo urlo più selvaggio: per farlo segui il tutorial. In piedi, divarica le gambe, molleggia sulle ginocchia, prendi un bel respiro e poi tira fuori dalla pancia una parola, un verso, una vocale, quello che vuoi. Il tuo grido liberatorio echeggerà tra i fiordi e tu ti sentirai subito meglio.

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Il tutto ovviamente è stato pensato in chiave scherzosa, il messaggio di fondo è: vieni di persona a lanciare il tuo urlo. Ma c’è anche un messaggio tutt’altro che scherzoso. La gente ha bisogno di scaricare le sensazioni negative accumulate in lockdown, e di ritrovare il contatto con il mondo che lo circonda. Gridare al vento può sembrare un gesto futile ma, non sappiamo voi, noi stiamo già acquistando un biglietto per l’Islanda.

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